domenica 23 marzo 2014

Il ribello

E' una triste storia, quella di Hans Kohlkhase, che fu spezzato sulla ruota nel 1540, e le cui gesta furono narrate da Heinrich Von Kleist nei primi dell'800 nel suo libro Michael Kohlhaas; da quest'opera fu tratto un film di Max Haufler nel '37, di Volker Schlöndorff (- der Rebell, o Man on Horseback) nel 1969 e una versione western TV  "liberamente ispirata" del 1999, The Jack Bull di John Badham; 
ora è il turno di questo


Michael Kohlhaas di A. De Pallières (2013)
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dove il ricco mercante di cavalli e titolo dell'opera è impersonato efficacemente dal taciturno, bello ma obliquo (o corsivo) Mads Mikkelsen


in un ruolo da "sovversivo" paragonabile a quello di En kongelig affære (2012) dove è ancora lo scontro con l'autorità rappresentata da una aristocrazia incline alla labilità a segnare il suo destino, qui in cerca di giustizia per un affronto subito a cagione della sua intestimabile merce vivente, della nobile razza Equina;



i saggi Houyhnhnms sono di nuovo tra i protagonisti, compreso un lieto evento molto realistico



di nuovo un senso di inevitabilità pervade le vicende del personaggio mikkelseniano, durante la sua guerra lampo contro la Sassonia; ma sopra tutto regna la natura della Linguadoca, che nella gran parte delle scene è presente in forma di vento, canti di uccelli, ronzii di insetti... e soprattutto, nitriti


E con il vecchio Bruno Ganz, 


intitolato a somministrare la giustizia al popolo, con ogni sua conseguenza.
Timbro solenne, ma non troppo. O non abbastanza.

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