martedì 29 luglio 2014

La via lattea

Oggi Nicolas UFO Antofagasta Chile condivide su Facebook questo video (Il segreto del latte, terrorismo alimentare)


dove tra l'altro vengono elencate le patologie associate al consumo di latte vaccino:


  • anemia sideropenica
  • artrite reumatoide
  • osteoartrosi
  • asma
  • autismo
  • cataratta
  • colite ulcerosa
  • diabete mellito tipo I
  • crampi addominali
  • malattia di Chron
  • patologie coronarie
  • sclerosi multipla
  • stitichezza
  • stanchezza cronica
  • fistole e ragadi anali
  • incontinenza o enuresi
  • emicrania
  • problemi di orecchio e gola
  • sinusite
  • reazioni allergiche
  • emorragie gastrointestinali
  • sindromi da malassorbimento
  • disordini del sonno
  • ulcere peptiche
  • acidosi
  • preeclampsia
  • difficoltà di apprendimento nei bambini
  • infertilità femminile
  • linfomi
  • cancro dello stomaco, della mammella, delle ovaie, del pancreas, della prostata, dei polmoni e dei testicoli


Per quanto mi riguarda, essermi liberato dall'eccesso di muco e da ogni possibile conseguenza è sufficiente, e come sempre non pretendo che il lettore presti fede a sperimentazioni su altre specie (non-lettori), dati statistici e informazioni anonime, ma esiste una enorme quantità di materiale a comprova del fatto che alcune tra le peggiori patologie degenerative sono provocate direttamente dalle proteine animali di ogni tipo, dai cadaveri cotti e mangiati che proseguono la loro decomposizione nell'utente medio, dalle proteine animali che acidificano il suo organismo, e dalle reazioni che questa abitudine ovviamente perniciosa produce nel sistema immunitario, così come da quei tessuti liquidi bovini chiamati "latte", che vengono prodotti dalle ghiandole mammarie della vacca per nutrire il vitello;

come ben sappiamo, le vacche "da latte" vengono mantenute costantemente gravide perché producano latte per gli umanoidi; i loro cuccioli vengono immediatamente allontanati dalle madri dopo la nascita, e in genere vengono tenuti immobili ai ceppi e in un ambiente oscuro, perché le loro carni rimangano "tenere" (...) per poi essere macellati e rivenduti a pezzi e fettine dopo qualche mese; è una vita di prigionia, di disperazione, di dolore per entrambi, ed è una condanna che gli umanoidi sulla superficie di questo pianeta hanno imposta a intere specie, a miliardi di individui che sono sottoposti all'orrore degli allevamenti intensivi e dei macelli industriali ogni giorno, ogni anno, generazione dopo generazione; purtroppo, lo sappiamo bene, non sono soltanto i bovini le vittime che vengono sterminate in massa ogni giorno per saziare il consumatore alimentare umanoide, ma è in particolare l'industria del latte vaccino che consideriamo qui; le altre costituiscono una percentuale irrisoria, ugualmente ignobile ed esecrabile, ma minima in proporzione; non di meno, dobbiamo notare questo, che dopo aver sostituito il latte materno con quello vaccino, il primo shock gustativo (e istintivo) del neonato mangia-cadaveri coatto avviene attraverso la pappa di carne, l'omogeneizzato, nei gusti "manzo" e "vitello"; non c'è qualcosa di semplicemente e ovviamente sbagliato in tutto questo, ma talmente ovvio che quegli stessi infanti a cui si fa trangugiare roba simile potrebbero rivoltarsi e vomitare tutto in faccia a papà e mamma? 
Dapprima nutrito con il latte di una mucca, quasi che fosse lei la madre, che per il piccolo umanoide ha prodotto quel siero ultra-nutriente (e ammorbato in ogni modo possibile) il quale di fatto, naturalmente può essere buono solo per crescere un vitello; e poi, nutrito con il cadavere di una mucca, trasformato in una magica pappa rosa profumata e completamente irriconoscibile...

E' solo l'inizio di una carriera di mangiatore di cadaveri e di malato cronico, ma quanti tra i consumatori alimentari ne avranno mai coscienza, in percentuale? E quanti poi re-agiranno di conseguenza nel modo giusto?

Tutto ciò è naturalmente sbagliato, e non c'è modo di evitare le conseguenze dello sbaglio, naturalmente.
Ancora una volta, quello che si esprime nel concetto del "karma" (azione) risulta ovvio per il paziente - o utente sanitario- che si ostina nelle sue abitudini saprofite; da simili azioni, per quanto siano compiute da un sicario industriale, un infame addetto ai "lavori di morte" che non si conoscerà mai (V. ad es. il film Food Inc.) non potrà mai venire nulla di buono per nessuno; la cattività è una cosa certa e reale di cui ogni essere vivente risente in vario grado, ma in modo universalmente negativo; sulla uccisione di ogni creatura fatta nascere e mantenuta in questo stato degradante e penoso per la sua intera esistenza, ogni dubbio morale è lecito, e in genere del tutto trascurato, ma non si pone alcun dubbio invece sul responsabile dello stato stesso che può rendere anche il dolore più grande una vera liberazione, come in questi casi; 
rileggete la lista di cui sopra, con le patologie frequentemente associate al consumo di latte e latticini;
io so per certo che l'asma è un grave impedimento al benessere, che raffreddori e influenze frequenti minano la salute nel profondo, che l'acidosi cronica è uno stillicidio, e questi sono problemi gravi che non mi preoccupano, più grazie alla soluzione naturale, vegetale;
so che non occorre maledire chi sostiene direttamente, più o meno consapevolmente, l'industria del dolore che causa la morte di tante creature innocenti ogni giorno, ogni mese e ogni anno, semplicemente mantenendo le medesime, pessime, venefiche abitudini alimentari assunte più o meno inevitabilmente fin da bambini; 
le "maledizioni" sono elencate qui sopra, e sono spesso gravi abbastanza da rendere pan per focaccia al consumatore ostinato che infine, dopo il suo lungo martirio medi-farmaceutico,  soccombe all'eccesso di veleni accumulati nel suo organismo. Compreso il pane, e compresa la focaccia.

La via lattea porta all'altro mondo.

giovedì 24 luglio 2014

Cine, casa e chiesa

Il film, dice l'autore del soggetto originale Pat Rushin, docente alla University of Central Florida, è ispirato al libro Ecclesiaste (קֹהֶלֶת, Qoheleth) dell'Antico Testamento; il protagonista si chiama -guarda caso- Qohen, almeno nei dialoghi e nei titoli di coda, mentre Mr. Rushin lo chiama Cohen - o così viene riportato nella sua intervista sul sito universitario - כֹּהֵן, kōhēn in ebraico significa prete, e Mr. Qohen vive in una chiesa:

The Zero Therom di T. Gilliam (2014)
☻☻-

ma non è un prete, è un asceta informatico, un dipendente del Sistema alla disperata ricerca dell'equazione che dimostrerà l'inenza universale, la nullità di ogni cosa


in una sorta di videogame algebri-cubista


vive nell'attesa di una misteriosa chiamata telefonica che dovrebbe rivelargli il Senso della Vita (perché non ha mai visto il film dei Monty Python); il connubio dell'ambiente malsano con una simile attività ha ridotto il prete virtuale ad una larva umana:


Qohen Leth è un personaggio del "trittico orwelliano" di Gilliam totalmente succube della buro-tecnocrazia, dissociato e pelato, erede di Sam Lowry in Brazil (1984) e di James Cole in 12 Monkeys (1995); almeno dal punto di vista del casting è il peggiore dei tre, e per quanto mi riguarda anche il personaggio è il meno interessante; la trilogia ha seguita l'inevitabile tendenza generale verso il basso, malgrado il tono "metafisico" che presto assume la vicenda; 


e anche la fotografia di Nicola Pecorini, che aveva già lavorato con Gilliam in Fear and Loathing in Las Vegas, The Brothers Grimm, Tideland, The Imaginarium of Doctor Parnassus non regge il confronto con il lavoro di Pratt, DoP nei primi due capitoli, che sono entrambi veri capolavori della cinematografia, mentre questa sembra essere una riproduzione del microcosmo distopico di Gilliam, ottenuta con un trucco digitale di qualche tipo;


soprattutto economico; Rumeno, addirittura;

il cast è aggravato dalla presenza della giuliva Mélanie Thierry, che essendo Francese d'origine non può essere un'oca, ma al di là del phisique du rôle che ha convinto il regista ci lascia intravvedere la tragica verità sulle femmine dei Galli

e poco altro;

con Matt Damon in un quasi-cameo canuto, e camaleontico


TZT risente più della mancanza di qualche idea originale che non di un grosso budget; il genio del (relativamente) giovane regista ed esuberante autore dell'orwelliano Brazil e quello adattato anche grazie ai Peoples (Blade Runner) dal geniale slideshow filmico di Chris Marker per 12 Monkeys qui sembra sintetizzato in laboratorio (da un professore, in effetti) e realizzato in poco tempo, con tutta la passione necessaria a finirlo in fretta con pochi soldi, ma nient'altro. Una delusione più o meno completa per il blogger, a partire dalla scelta di Waltz, che mi era sembrato perfetto come avvocato di Big Pharma (in Carnage) e qui rasenta la perfezione interpretando un personaggio prossimo alla nullità


ma non è verosimile che questo tizio possa coinvolgermi in qualche modo;

per me è un vero mistero come costui sia divenuto un attore famoso e come abbia lavorato con alcuni registi tra i più famosi, da Tarantino a Polansky; il film di Gilliam non fa che infittire questo mistero, anche se devo ammettere che non mi immagino nemmeno di poterlo svelare.

Sono degne di nota le sequenze ambientate sulla spiaggia virtuale, di estrema artificialità pseudonirica


che ricordano il finale di Contact (1997) dove pure il lido era (forse) parte della sfera ideale...
Un rimando interessante, ma non lo considero un buon motivo per guardare questo film.

Ho rivisto infine dopo decenni

North to Alaska di Henri Leopold "Henry Hathaway" de Fiennes (1960)
☻☻☻

legato in qualche modo alle mie memorie infantili come "Pugni, pupe e pepite"; credo di averlo visto al cinema in qualche riedizione successiva con il babbo, in un luogo molto prossimo all'oblio


un film che si lascia (ri)vedere tutto d'un fiato, grande cinema ben stagionato e bello colorato,

122' di gajo, genuino intrettenimento per tutta la famiglia





da (ri)vedere se capita, ma non da scriverci sopra

mercoledì 16 luglio 2014

Gigiproiettato nel tempospazio

L'unica informazione concessa da Wiki su questo film (e confermata da IMDB) è che malgrado l'anno di produzione (1968) il film fu distribuito nelle sale per la prima volta nel 1974.
Invece la battuta che ne racchiude lo spirito, e che ricorre spesso durante la narrazione, è la risposta alla domanda di Anita (Tina Aumont) che ripete "Ma dove siamo?", alla quale Proietti risponde puntualmente "Anch'io." ( e "Tanto")


L'urlo di T. Brass (1968)
-

Da non confondere con "L'australiano" di P. Weir (1978) che nella ver. Or. era The Shout... (L'urlo) l'opera brassiana ha l'inequivocabile pregio di comparire su Wikipedia in due sole lingue, quelle parlate nel film (con predominanza nostrana assoluta), ovvero Italiano Inglese; perché, come si usa dire, a buon intenditor.... Purtroppo solo quella Italiana pubblica una sinossi, in questi termini: "Una ragazza abbandona sull'altare il promesso sposo, rifuggendo così il mondo borghese che lui rappresenta. Scappa con un altro uomo con cui conduce un'esistenza libertina, contornata dalle più varie esperienze senza la benché minima inibizione."

Tutto chiaro


La narrazione prosegue con la voce "off" di Proietti, nel ruolo di Coso:

"...naturalmente, se questo film fosse una storia romanzata o un romanzo istoriato, a questo punto ci sarebbe una scena d'amore; siccome esso invece è un semplice documentario, una pura testimonianza, agli attori viene risparmiata la fatica di eseguire esercizi e manovre para-ipopeisessuali; la ginnastica di quelle mucose viene perciò lasciata -per ora- alla immaginazione più o meno sporca degli spettatori"; 

il che definisce con grande precisione i confini di questo conato di cinema dell'assurdo rivoluzionista e scollacciato;

con danze vodoo a go-go !!

dopo aver scandalizzati i passeggeri (compreso l'inevitabile clero) di un autobus londinese fuori rotta 

poi immolato sul set, nel nome di Point Blank

l'autostoppista Coso viene servito dalla sua amichetta  di una fellatio fuori quadro consumata sul sedile


alla quale controbatte subito con un cunnilingus altrettanto invisibile, e la sequenza dell'autostop finisce con la gag dei due che mingono sul parabrezza dell'auto, per supplire alla mancanza della "pompetta" tergicristallo; ironicamente, adesso sì che è tutto chiaro! Ma è solo l'inizio; 


Da qui in poi (dopo i titoli di testa=) L'Urlo rivela sempre più eccessivamente la sua natura orgiastica che in seguito renderà il nome del regista sinonimo di sporcaccionate, ed è un'orgia meta-sessuale, audiovisiva, linguistica e linguacciuta, che al di là del materiale umano esposto ad ogni piè sospinto

Happening, anyone?

comprende suoni, rumori, musiche disparate e spesso fuori tema, immagini semi-subliminali, spezzoni d'archivio


impronte digitali...


vari "omaggi" più o meno ovvi, scenografie "psichedeliche" e una grave carenza di coerenza, si pone tra il primo Jodorowski, con l'inevitabile "richiamo" al  maestro Riminese, tra Buñuel -- dove preti e suore entrano inevitabilmente in scena a rappresentare lo scempio morale

(appunto)

tra la (tanta) nouvelle vague Francese e il Free-Cinema londinese (compresi i bobbies velocizzati, à la Benny Hill), ammassando messaggi anti-borghesi e "rivoluzionari", ma spesso semplicemente insensati, triviali e/o "assurdisti" in una serie di episodi on ma anche off the road, in cui l'intento appare soprattutto quello di provocare lo spettatore con esiti non sempre felici, come nel caso del topolino schiacciato dal grassone con un pugno, o dell'oca decapitata in primo piano;

che lo rende definitivamente e assolutamente un film di genere horror -- e anche in quanto tale, pessimo

l'influenza del sottogenere "mondo" (la cui epoca d'oro era iniziata in quel decennio) è decisamente qualcosa che anche e soprattutto in questo pandemonio ci si poteva risparmiare, nell'avvicendarsi di gaie scenette sado-maso, gags "comiche", cannibalismo filosofico, necrofilia occasionale, intermezzi musicali, irruzioni militari, vana retorica anti-politica, "voci off" casuali, scenografie oniriche, trovate sceniche ad effetto, ed ogni possibile allusione sessuale che -per il momento, come si è detto- è lasciata alla nostra immaginazione; ma non c'è da sforzarsi troppo...


c'è persino Leda con il cigno

(almeno lui viene risparmiato dalla follia assassina)

ed è già piuttosto ovvio: nel cinema di Brass le tette nude non mancheranno mai; 


il film sembra doppiato sommariamente, con dialoghi più o meno improvvisati ed evidenti "fuori sync", il che è anche una caratteristica spesso trascurata dell'opera felliniana;


Il dialogo migliore del film:
Anita: "Ma chi era?"
Coso: "Era Trintignant! Dài, dài!"
(dopo aver incrociato J.L. Trintignant, lanciato in una corsa folle alla stazione)

dopo la fucilazione Coso/Proietti si applica del sangue di scena, preparandosi alla (breve, ma intensa) scena dell'agonia; 


a qualcuno ricorda il falso finale di INLAND EMPIRE? (a ME, forse?)

Le sparatorie a oltranza, tra Zazie e La Montaña Sagrada (guarda caso, anche cronologicamente!)



But what, IF....


???

Se ancora non fosse chiaro, in tutta la sua volgare, turpe, morbosa, invereconda e caotica bruttezza, L'Urlo offre un' esperienza filmica quantomeno generosa, oserei dire sontuosa --relativamente alla quantità-- all'utenza moderna, che potrà così constatare: il più delirante, sfrenato e provoca-nte/torio dei titoli del 1968 è troppo simile ad una qualunque serata di zapping televisivo del 2014 per non ispirare una riflessione indefinitamente più profonda di quella relativa alla non-storia non-narrata qui; 

il novello Diogene made in USA ha ovviamente il lanternino spento (questa è satira tagliente)

sono i soliti dettagli a denunciare l'origine estremamente ortodossa, meccanicamente (come le patate) matematicamente e storicamente predeterminata, di questa produzione come parte di una breve mareggiata epocale che modificò sensibilmente il panorama del cinema e della *ahem* "cultura" internazionale, ma non necessariamente in meglio; se possibile;


(notare la sovrapposizione con il triangolo, per levarci ogni residuo di dubbio)

nessun presunto intellettualoide ateo e sinistrorso infatti avrebbe mai utilizzato il berretto frigio come simbolo della rivoluzione, senza conoscerne le "origini moderne" che lo rendono oggi di fatto l'unico elemento riconoscibile di una uniforme internazionale (alcuni esempi dal mondo offerti da Wikipedia):


https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f0/Seal_of_the_United_States_Senate.svg



https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cc/Coat_of_arms_of_Nicaragua.svg

TUTTO IL MONDO E' RIVOLUZIONARIO!!! :-O

anche se di nuovo, puntuale come la morte stessa, è ancora Lui, il Führer in persona il --muto, anzi zittito-- testimonio d'accusa:


ripreso in uno dei suoi accorati discorsi all'amato popolo teutonico, e inframmezzato al Duce d'Italia Benito Mussolini, sembra implorare pietà in nome del blogger straziato, e ammorbato dalla romanità protagonistica; "A riecchece..."

(altra impronta digitale, e altro Eterno Alleato dell'Eterna Rivoluzione: il negroide)

Dunque la risposta alla eterna domanda della donna, "Ma dove siamo?", è consequenziale, e non è "Anch'io", ma "Nella Memoria"; in quel genere di memoria che i mass-media stanno cercando da sempre in ogni modo di rendere sinonimo di shoah, o "6 milioni di ebrei al forno", anche se la fede richiesta è la medesima richiesta dalla loro odiosa religione;

(il vecchio Tino Scotti, all'apice della popolarità grazie alla campagna di fluoridazione catodica nazionalpopolare, qui fa il custode beffardo -- o è il bidello? Proietti è sul baratro dell'overdose)

Dunque in questo frammento particolare della nostra memoria artistica, sociologica, culturale, multi-mediata, A.D. 1968, vediamo di nuovo il genio mosaico all'opera, instancabile, inesorabile, e qui particolarmente sfrenato, con il favore dei venti di una rivoluzione perlopiù teorica -e anche un tantinello psichedelica- in atto; questo "documentario" è la cronaca di un'altra rivoluzione vinta dall'orda rivoluzionaria, come previsto; come da copione; come sempre;


per questo oggi quando qualcuno fa zapping in TV può sembrarci di vedere un film di Tinto Brass del '68.
E viceversa.

domenica 13 luglio 2014

Post Er

"Signs and symbols control the world, not phrases and laws" (Kung Fu Tze)

Ovvero "Segni e simboli controllano mondo, non frasi e leggi" (Kung Fu Tze - Confucius)

Il cervello elettronico e motore scientifico della Hydra, la versione fumettistica del Quarto Reich nelle fantasie pop, lisergiche e chutzpah dell'ashkenazi(s)ta Stanley "Stan Lee" Lieberman, non è nascosto sulla Luna o al Polo Sud, ma qui:


il residuo della potente organizzazione di stampo hitleriano -o himmleriano- che si credeva estinta con il suo fuherer Red Skull nel primo capitolo del merchandise filmico, vive nella mente transistorizzata del solito professore pazzo (e Svizzero! -- Toby Jones) trasformato all'occorrenza in "60 Km. di nastro"; il fatto che un simile sistema preistorico


non potrebbe mai essere compatibile con una Universal Serial Bus del XXI Sec. utilizzando un comune HUB da €12.50 trovato accidentalmente già attivo in loco, come capita qui;


è del tutto secondario, siamo in pieno Universo Marvel (Entertainment/Studios, non più soltanto "Comics") e queste cose qui semplicemente càpitano; ma, anche -- ebbene, sì -- Capitàno:


Captain America: The Winter Soldier di A. e J. Russo (2014)
★★

ennesimo esempio di esibizionismo digitale pro-illuminista "made in the US of A", in cui viene rappresentato lo scenario non-pubblico -o non-mainstream- politico e le allusioni più ovvie sono fonte di infiniti dilemmi per l'ignaro spettatore, come per la figura dell' uomo nero;qui è di nuovo Samuel L. Jackson a impersonare il capo dello S.H.I.E.L.D. Nick Fury (Nicola Furia)

(quando si dice "incazzato nero"...)

al di là del significato più popolare in Italia, che non vale per gli Anglofoni (dove l'uomo nero è "bogey man" da cui l'omonimo serial, e non "black") la colorazione - o coloritura- di alcuni personaggi-chiave nella trasposizione dall'universo Marvel cartaceo a quello filmico (dove ormai la cellulosa è superflua) ha già interessato -come abbiamo visto- Heimdall il possente, Guardiano tra i Mondi e "più bianco degli dèi" Nordici, nella Edda fumettistica di Thor, dove già avevano fatto nero il povero Fury -- personaggio che sulla carta era un J.J. Jameson in versione marines


qui in una inedita versione salutista, senza il sigaro
http://welcometolevelseven.com/wp-content/blogs.dir/23/files/2013/07/Nick-Fury-Agent-of-SHIELD.jpg
l'organizzazione per la Difesa Globale dal simbolo inconfondibilmente imperioso

(con una certa tendenza geometrica)

è impegnata nella eterna lotta contro la potente, "malefica" HYDRA, il cui logo è più "fantasioso"

fumettistico, oserei dire 

il cui riferimento alla "tentacolare organizzazione" mafiosa e del Jolly Rogers piratesco (poi Skull & Bones accademico) è ovvio, ma la cui estetica ed essenza gerarchica sono direttamente derivate dalla realtà storica del "nazismo" Tedesco, compreso il suo fuherer redivivo e il suo saluto famoso rivisto e corretto:


"Heil, Hydra!"

se dovessi leggere questo fumetto digitale come un riferimento al fumetto storico, quello dipinto dalle cronache politiche e multimediali quotidiane, questo episodio della serie è altamente illuminante, perché i due soldati sul campo, Cap. America e la sua nemesi senza volto, che gli è opposto nel titolo del film


si combattono con la medesima insegna; quella "esoterica":


inutile insistere, mi pare; è lo stesso simbolo che vediamo sulla bandiera degli US (non of A) e -curiosamente- anche su quella della ex-Unione Sovietica -utilizzata fino al 1991

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a9/Flag_of_the_Soviet_Union.svg/1200px-Flag_of_the_Soviet_Union.svg.png
e finanche della Cina!! Il pentagramma è simbolo del maligno, di Satana, di Lucifero, condiviso dai capitalisti Occidentali e dai Paesi Comunisti; non di meno è il simbolo di Venere, la "stella del mattino" (lucifera) che fu un epiteto del Cristo Gentile; già il fatto che questo simbolo compaia su tante bandiere del mondo, e che rappresenti essenzialmente un corpo astrale "esterno", non associato a questo stesso pianeta, dovrebbe incuriosire l'osservatore attento; ma la struttura geometrica dell'essere umano, con un asse centrale che rappresenta il capo e delle tangenti che sono gli arti, è la medesima che dall'alba dei tempi fu associata alle stelle, a tutte le stelle, per il fenomeno di rifrazione della luce che sembra definire una forma a cinque bracci; ovviamente nessuna stella ha mai avuta una simile forma fuori dalla mente dell'uomo e dalle sue manifestazioni di genio (o dai suoi occhi fallaci) ma  decisamente questo è il simbolo stellare per eccellenza; e che appartenga all'iconografia esoterica, satanica e massonica come simbolo di estrema potenza, è una nozione relativa al potere dei simboli per come lo definisce Confucio in apertura: è il Controllo del Mondo

"Sono io, l'Eroe Americano"

dunque nella sempre nuova, sempre più incontenibile, virale cultura pop che si fa giustamente beffe dell' oscuro, leggendario passato citando apertamente la Operation Paperclip (così come il versetto biblico "apocrifo" tarantiniano) --che in questo modo diviene definitivamente parte del grande fumetto, del mainstream e di Wikipedia, il super-eroico soldato dal nome continentale scopre che la sua nemesi è in realtà il suo più vecchio amico, resettato e programmato per distruggerlo;


mentre la minacciosa Hydra, risorta dalle ceneri del Reich e sgominata dall'Eroe Americano, si rivela una parte integrante del super-Intelligence, come la simbolica CIA, che fu fondata da Bush & C. proprio in seguito all'operazione Paperclip; assieme al post-gestapo americano venne anche il post-U2 di Von Braun e la NASA, sorta grazie all'operazione Paperclip; quello che si dice in questo super-fumetto è quindi tutto sostanzialmente vero, ma piuttosto restrittivo nell'insieme; 

OCCHIO dunque:
nello scan retinale in cui si vede per la prima volta l'occhio cieco di Nick Fury, possiamo apprezzare distintamente i tre vertici del triangolo, che non lasciano dubbi sull'origine della visione:


queste cose NON succedono mai per caso; questa è geometria, ovvero matematica;

se l'uomo nero, che attualmente interpreta anche il Presidente degli Stati Uniti, si può riprodurre nel mondo delle meraviglie digitali, l'antica fratellanza tra giudei e moreschi assurge ad una posizione adeguata con Falcon, nato dal moto rivoluzionario del '68 come eroe del black (super)power nel ghetto metropolitano, di origini quantomeno dickensiane che qui vengono del tutto snobbate


ma che il previdente Lieberman aveva già dotato di ali

https://worldofblackheroes.files.wordpress.com/2010/06/falcon-first-appearance-of-flying-costume-from-captain-america-vol-1-170.jpg
oggi ammodernate dalle industrie Stark (Industrial Light & Magic, di George Lucas)


che corrispondono alla forma definitiva del Super-Uomo Imperiale; 


il simbolo vivente, parte della moderna iconografia imperiale e globale, malgrado il ridimensionamento nominale da "aquila" a "falcone";

e certo non è un simbolo nuovo, né tantomeno foriero di buone novelle;


anche la politica superoica riflette quella di Obama, e del Grande Paese, il cui simbolo è lo scudo, ovvero la Difesa; come sentiamo dire nel film, il popolo Americano è disposto a cedere tutti i suoi diritti in favore della difesa, e come sappiamo dalla Storia non-ufficiale tutti gli interventi della super-potenza non-intervenzionista sono stati giustificati puntualmente da attacchi violenti contro di essa, avvenuti sempre al momento giusto, a Pearl Harbor come in Vietnam come nell'inverecondo death show del 9-11, l'impianto scenico delle guerre "segrete" Americane è sempre lo stesso; lo scudo, parafrasando la bibbia, ne uccide (molti) più della spada; 
non se n'è mai accorto nessuno oltre LUI

("Stan Lee" nel suo tradizionale cameo)
?

quello della Marvel era un grande giro d'affari come fumetto per teenagers negli anni '70, oggi è un'industria multi-miliardaria,  in cui l'influenza dei Boss è sempre più ovvia; e qui non va sottovalutato il Fattore Italico che non si limita al nome dei registi, pargoli della Famiglia Russo:



"Capisc?!

Prima di condividerlo su Facebook, lo condivido con il mio lettore personale: è un avvertimento amichevole, per tutti i cittadini del mondo:

RICORDATE CHI HA COSTRUITE TUTTE LE CITTA', PERCHE' SONO GLI STESSI CHE OGGI LE GOVERNANO -- TUTTE:

!!!

Ma temo che ancora molti lettori-spettatori percepiscano l'idea di "controllo mentale" come qualcosa che avviene in ambito sperimentale, su cavie umane volontarie e consapevoli, o meno, in eventi occasionali, in laboratori segreti o luoghi appartati; pochi sembrano avere un' idea meno romantica e più attagliata di questa realtà, che consiste perlopiù di ciò che accettano quotidianamente, senza alcuna restrizione, come la propria "cultura" (nell'accezione popolare del termine) malgrado la sua completa alienità; del resto, da chi accetta come proprio il culto del dio degli eserciti di Israele, non ci si può aspettare niente di meglio;
tutto ciò che viene diffuso dai mass-media è essenzialmente propaganda, che riguardi una determinata scoperta scientifica, uno scandalo sessuale, un evento politico, fino a quella che può apparire come una semplice "moda", una frivolezza; le notizie lette dai mezzibusti in TV, dalle voci delle stazioni radio, le notizie pubblicate online dalle agenzie giornalistiche e stampate sulla carta, che creano la realtà quotidiana dell'utenza, come le previsioni meteo che determinano (a volte) le condizioni atmosferiche, non sono semplicemente parte della nostra cultura così detta, sono la parte più viva, attiva e reattiva di questo fenomeno; i mass media non fanno alcuna eccezione, sono accessibili da chiunque e chiunque vi accede, più o meno volontariamente;
se tutto il "mondo" rappresentato dall'utenza umana, si aspetta che piova, pioverà; non potrebbe essere altrimenti, perché  soltanto questa categoria di maghi ignari e maledetti chiamati "uomini" possiede questo potere, attraverso la parola; qualcuno un tempo pensò di radunare tutti i disperati del mondo sotto l'egida di un unico nume -o nome- e rese una fiaba il più potente impero sulla Terra; 
pensate a questo, una leggenda basata su una realtà (astronomica, cosmica) che oggi è ormai del tutto incredibile, quasi impensabile, per l'utenza alfabetizzata del XXI Sec.; questa è la religione cattolica, cioè la astroteologia applicata a livello massivo su interi popoli privi di ogni nozione esoterica;
qualcun altro oggi è in grado di diffondere la propria voce a un'intera nazione: "domani pioverà", dice la sua voce, che è quella di un metereologo, e non di un pescivendolo, o di un calloso bifolco;
nessun'altra bestia guarda la TV, e se lo fa non vi presta alcuna attenzione; nessun altra specie è interessata ai simbolini allineati e stampati in sequenza sui fogli di carta, o alle immagini che li accompagnano; infine, nessun altro animale in fondo ai cieli considera in qualche modo rilevante un dato evento atmosferico, che nell'insieme della biosfera planetaria è un momento necessario come ogni altro, il singolo respiro durante una vita intera; questo è l'Entimema Cosmico, di cui l'homo sapiens pare definitivamente ignaro, o condannato a rinnegare.
Ma soltanto il lettore infine potrà definire la realtà che era stata prevista dallo scrittore metereologo, e lo farà sempre e soltanto a livello individuale, per sé stesso, come per ogni altro fenomeno esperito;
il controllo invece si applica alle masse, e non all'individuo; sono le masse che accettano quella dei mass-media come "informazione", e il loro "tempo reale" è un'incognita non dissimile dalle previsioni meteo, perché poca gente al mondo ha coscienza di essere Qui e Ora; il "tempo reale" dell'informazione equivale al "falso tempo" che chiunque è disposto a vendere in cambio di "note di banca", biglietti stampati il cui valore è una cifra in un computer; questo è un pensiero che vale sempre la pena di ripetere, perché il valore di un biglietto di carta, lo sa anche il più stupido dei bambini analfabeti al mondo, è NULLO; sono le masse acculturate quelle che accettano il valore dell'oggetto, della "banconota", che lo riconoscono come tale, e che di fatto ne DETERMINANO il valore con la loro inanità massiva, la follia della rassegnazione silenziosa, del martirio personale, rappresentato dalla "moderna" deità cristiana Gentile -contrapposta a quella "meno Gentile" dell'antico testamento; l'uomo inchiodato letteralmente e/o letterariamente al proprio materialismo, il simbolo vivente, logico, alfabetico, della sofferenza umana;
la infame Babilonia "regina delle prostitute" di biblica memoria, descritta nel celebre manifesto Cabalistico di "San Giovanni" con ogni dettaglio "politico", non simboleggia nulla di particolare oltre la prostituzione stessa, il concetto del vendersi che è consequenziale al concetto stesso del denaro e oggi si applica con estrema facilità in qualunque situazione più o meno conveniente per le parti, in qualunque contesto, in ogni ceto sociale; Mammona è l'unica divinità universale, l'unico vero culto monoteistico globale, e nessuno può negare questa evidenza;
infine, la massa è la rappresentazione simbolica del gregge, e non viceversa; ma soltanto al gregge umano interessa se domani pioverà o meno, o se Obama parteciperà alla conferenza delle Nazioni Unite; se Ratzinger verrà finalmente condannato per crimini contro l'umanità, o se il Brasile vincerà il campionato; etc., etc. Questo è Controllo Mentale; perchè a me non importa se domani pioverà (ancora!!) né di quello che farà Obama, o il Brasile, o il papa; non me ne importa assolutamente nulla, perché conosco la realtà di simili personaggi, e delle loro manipolazioni (compresi gli "eventi sportivi" e le loro infelici origini) e li considero con il dovuto distacco, come faceva Mr. Lennon (un personaggio profondamente coinvolto nel "Controllo Mentale", a livello multi-generazionale) come un mucchio di gangsters psicopatici; soltanto questa definizione è attinente alla realtà politica, religiosa e "culturale" del nuovo millennio, così come lo era all'epoca del "boom psichedelico" di cui Lennon fu un esponente di spicco; for the masses, of course;
non dobbiamo dimenticare che certa gente è la stessa che controlla quello dell'intrattenimento, un settore industriale che partecipa in egual misura della così detta cultura moderna con la creazione dei "miti" popolari, non per nulla definiti "divi" e "stelle", parti dello "star system", icone che come sappiamo vengono create oggi dagli stessi creatori di "dei" per le masse dell'antichità, che ancora oggi si chiamano Coen (che significa "prete" in ebraico) e Fox (che significa "volpe" in Inglese), tra gli altri;  questo è un effetto collaterale dell'operazione Paperclip che -stranamente- non si menziona nel film della Marvel; o altri; tutti i super-eroi di origine ashkenazista di Mr. Lieberman, Kirby & soci, così come Superman e Batman prima di loro, oggi sono tutti ugualmente super-eroi del box-office, che è sempre stato il tipo di eroe preferito dagli ebrei, ma oggi è anche quello a cui aspira il Gentile Medio; 
la prostituzione fisica, e finanche sessuale, è una conseguenza di quella mentale, e questo è il tipo di "controllo mentale" che nessuno si preoccupa di teorizzare, ma che viene esercitato costantemente, incessantemente, con ogni mezzo, e come abbiamo visto il mezzo -cioè il medium, inesorabilmente pluralizzato nei media- della propaganda massiva, all'interno del sistema industriale si può collocare in ogni ambito sociale e accettare come ogni altro fenomeno esperito coscientemente, o meno, ma è soltanto una rappresentazione di quella realtà "occulta" che ogni cittadino dovrebbe preoccuparsi di svelare, almeno per sé stesso, e che in genere si limita ad accettare, come tutto il resto;

questo è il motivo per cui si sono sempre usate delle stelline a cinque punte per i punteggi degli hotels e dei ristoranti come per i films, e questo è il motivo per cui non le ho mai usate nei miei blogs; fino a oggi.
Un film a due stelle (rosse e a 5 punte) quindi, proprio come l'Hotel Meridiana di Rivabella (RM).