sabato 7 novembre 2015

La cerchiatura del quadrato

Le immagini condivise ieri dall'utente Jack Daw su Facebook sono quelle della famosa impresa del 2012 di Mr. Felix Baumgartner che si lancia con il paracadute dalla "statosferica" altezza di 128.000 piedi (38.969,4 metri) SLM, tratte da questo video:




(DA 2:28 IN AVANTI QUI ABBIAMO LA RARISSIMA OCCASIONE DI OSSERVARE LA TERRA DALL'ALTEZZA DI QUASI QUARANTAMILA METRI E DA UNA POSTAZIONE FISSA:
OSSERVATE LE IMMAGINI, E GIUDICATE DA VOI SE QUELLO CHE SI VEDE 
LAGGIU' IN FONDO SI STA MUOVENDO A 1000 KM/H; OPPURE NO)

(E UNA VOLTA CHE ABBIAMO GIUDICATO DA NOI, SENZA NESSUNA INFLUENZA ESTERNA, GUARDANDO IL VIDEO, POSSIAMO CHIEDERCI; SE CI HANNO MENTITO SUL MOTO DELLA TERRA -CHE E' COMPLETAMENTE FERMA- PERCHE' DOVREBBERO AVER FATTO DIVERSAMENTE RIGUARDO LA SUA REALE FORMA?)


(MA IL FATTO CHE LA TERRA EVIDENTEMENTE NON GIRA COME INVECE INSEGNANO NELLE SCUOLE, NON SEMBRA AVERE SCONVOLTI GLI SPETTATORI DI QUESTO EVENTO, CHE ERANO TROPPO INTENTI A SEGUIRE L'IMPRESA DI FELIX.... UN ALTRO GRANDE SALTO PER L'UMANITA'!)




Questi fermo-immagine di fatto non dimostrano altro che l'uso di una lente (ultra) grandangolare, o fish-eye, che distorce ogni cosa nel suo campo abbracciando un "angolo di campo non minore di 180° (Wikipedia); ovvero superiore ad angolo piatto, cosa che inevitabilmente distorce curvando le linee della prospettiva. Per cui ruotando nell'aria la videocamera che monta una simile ottica si ottiene un profilo della Terra concavo


piatto (!)


o convesso, proprio come quello "tradizionale" della NASA:


Altri fermo-immagine dello storico video ricon-fermano questa conclusione:


la quale ribadisco riguarda soltanto queste particolari riprese, le quali sono accidentalmente tra le poche -o uniche- di una simile tecnica utilizzata su uno scenario "mondiale" come questo in un movimento libero -- oserei dire incontrollato-- dell'operatore, rispetto alle innumerevoli riprese fatte da un supporto fisso, o quantomeno limitato o non-incontrollato come questo.

Ovviamente non basta un trucchetto tanto scontato, economico e dozzinale come un'ottica grandangolare per infinocchiare tutta l'utenza multimediale che segue le imprese aerospaziali internazionali; per quello si spendono facilmente miliardi di dollari ogni anno.


Non è strano che nello stesso mondo in cui camminare è una delle attività più benefiche in assoluto e sembra corrispondere al senso stesso della vita quale che sia la direzione presa, dove ognuno segue la propria "strada" o "percorso esistenziale", e dove pure nessuno cammina se non è costretto a farlo, l'uomo di mare che approda definisce la sua mèta "terraferma"?
Secondo il "Dizitaliano" del Corriere terraferma è: 1 Terra che emerge dal mare: sbarcare sulla t. 2 estens. Il continente, contrapposto alle isole • sec. XIII;

"ferma", appunto, contrapposta al mare, all'acqua, che si muove; ma occorreva precisarlo?
Chi ha mai sentito dire di una terra mossa, o mobile?
Forse non sarà strano, ma questa definizione corrisponde anche al concetto della Terra pre-copernicana, che è appunto ferma; e piatta; proprio come sembra essere anche oggi; un sabato.

Ho tirato in ballo l'argomento in due sole occasioni, tra amici e parenti, e questo ha definito delle geografie psichiche precise, dei reali confini intellettuali e mentali, per cui l'uomo curioso e aperto alle nuove prospettive sa riconoscere più o meno immediatamente, e fors'anche istintivamente la realtà della "terraferma"; e anche se la "irrealtà" dogmatica della Grande, Grande Palla che continua a girare nella sua testa richiederà del tempo per essere demolita interamente a causa di un annoso, infallibile condizionamento mentale, è questione di minuti, o secondi, o forse solo di un attimo per rendersi conto di quella che è la realtà, esperita Qui e Ora, distinta dalla verità propagandata come tale, e che per mera accettazione diviene la nostra "realtà";

perchè di questo si tratta in fondo, della nostra realtà, e forse dell'unica forma di realtà che accomuna tutto il genere umano in termini "sublunari", "terragni", o non-spirituali; questa forma è ovviamente quella di "Terra",  il nostro habitat naturale, e il nostro pavimento in fondo ai cieli;

non ho intenzione di convincere nessuno che la Terra è piatta, ma semplicemente esprimendo questo concetto si può creare una sorta di conflitto con l'uomo che al contrario non nutre alcuna vera curiosità nei confronti del mondo, e quindi di sè stesso; perchè è esattamente come dire a un bambino che Babbo Natale non esiste, in un mondo dove tutti i bambini credono a Babbo Natale, e tutti gli adulti credono alla (Più) Grande Palla del mondo, che E' il mondo stesso;

OH-OH-OH!! DIABETE PER TUTTI!!

nemmeno "Babbo Natale" è mai esistito, e nondimeno tutti i bambini ci credono, soltanto perchè qualcuno ha voluto adattare l'antica tradizione all'uso dell'era commerciale della Coca-Cola; e nessuno può confutare un copyright della Coca-Cola Co.; infine i bambini ci credono solo perché l'hanno sentito dire; come ogni altra cosa, più o meno. Tranne quelle che si possono osservare direttamente...
Una volta fatti i conti con la propria geografia psichica, che stabilisce i nostri reali confini mentali da adulti, ci possiamo solo rivolgere al buon senso, che è più raro dell'oro di questi tempi;

l'esempio del Pallone ad es., nel nostro mondo-di-parole, non può che risultare superiore al concetto della "Palla" terrestre, per quanto paradossalmente sproporzionato;
la domanda è: se salgo su un pallone aerostatico, ovvero una mongolfiera, un dirigibile, o qualunque cosa in grado di sollevare il mio peso nell'aria, e rimuovo l'ancora, non dovrei vedere tutto il "pianeta", la Grande Grande Palla, ruotare immediatamente via, alla velocità non indifferente di 900/1600 Km/h? (migliaio più, migliaio meno, secondo la nostra distanza dall'equatore?)

Non dovrebbe essere lo stesso per ogni palloncino perso da ogni bambino, così come per ogni volatile esistente in natura, e delle cui reali condizioni di volo possiamo accertarci direttamente guardando alla finestra senza nemmeno ricorrere alla matematica per osservare una ovvia, enorme discordanza tra la teoria scolastica e la nostra osservazione pratica?
Non farebbe prima l'aeroplano di Maometto ad aspettare in volo che la montagna arrivasse sotto di lui a mille all'ora, invece di sprecare carburante per volare ad una velocità solitamente (molto) inferiore?

Ovviamente, sì.

Il contrasto dell'uomo che non arriva alla sua propria, interiore terraferma, è l'occasione per apprezzare direttamente gli effetti di un condizionamento mentale che non è riservato alla casta militare, o a nessun gruppo particolare ma all'umanità intera; questa è la reale dimensione del fenomeno, proprio perchè riguarda IL MONDO INTERO, nella sua FORMA materiale;
e ne RI-definisce la sua forma mentale, per tutti e per ognuno di noi; 

da bambini non abbiamo problemi di questo tipo, come sia fatto il nostro pavimento ci tocca poco o punto, finché non ci cadiamo sopra, anche se in genere abbiamo questioni più interessanti da affrontare; ma la scuola dell'obbligo, nelle cui aule regna indisturbato e paradossalmente immobile -.di per sè - il mappamondo (o almeno un enigmatico Plani-Sfero appeso al muro, assieme al crocefisso) ti "insegna" che il mondo non è piatto e immobile come sembra essere, ma al contrario è una palla, proprio come il giocattolo colorato esposto ogni giorno nel luogo in cui ti trovi; e questa palla gira come una trottola attorno al Sole, a N migliaia di km/h; non sembrerebbero nemmeno esserci gli indizi per dubitare di una simile affermazione ...per un bambino. Se non altro, perché durante questa fase critica del suo Percorso Esistenziale -quando è  costretto, o meglio OBBLIGATO, a restare seduto per ore e ore e ore- egli ha spesso a che fare con Palle e Trottole.

Quando il suo palloncino gli sfugge dalla mano e si invola verticalmente, e non schizza via nell'aria a una velocità incredibile, ma procede dritto verso il Regno dei Cieli, verso il Paradiso dei Palloncini, come farebbe del resto qualunque pallone di qualunque misura in una giornata senza vento, il bambino non si pone il Problema della Terraferma, ma si dispera per il suo palloncino.

Poi il bambino cresciuto, che ha persi tutti i suoi palloncini, raramente vola -anche fisicamente- e ancor più raramente deve consultare un giroscopio in volo che disegna per lui un orizzonte artificiale invariabile e invariato per l'intera rotta, che potrebbe destare forse qualche giustificato sospetto sulla realtà tri-quadri-dimensionale a cui è ancorato; ma se non ha alcun motivo di dubitare della realtà definita in quelle nozioni primitive ed elementari a cui è stato assoggettato da principio, deve sempre e soltanto ricorrere alla propria geografia interiore per comprendere ciò che è vero, rispetto a tutto ciò che viene considerato e accettato come tale da chiunque altro; da QUASI tutti gli altri, ovvero dalla Utenza Scolastica GLOBALE;

questa è la dimensione del problema, quella mondiale, ma è una dimensione altrettanto falsa come l'idea stessa del "globo", perchè infine ognuno ha il suo proprio mondo, raramente la gente si riunisce di propria volontà in branchi o greggi per motivi che non siano di ordine politico o religioso o per diporto, per una qualche sorta di obbligo in generale, e in fondo tutte le questioni che riguardano una collettività non-spirituale -quella del Gregge Cattolico- e non-politica -quella degli elettori- compresa la possibile reale geografia del mondo, sono tutte indistintamente questioni secondarie.

La domanda prevista da principio è: PERCHE' si dovrebbe mentire a questo proposito?
La risposta è nella domanda stessa, va considerata sullo scenario in cui TUTTI "credono" in (o non si pongono domande a proposito di) qualcosa che contrasta direttamente il nostro buon senso, e le nostre stesse capacità sensoriali e intellettuali, se non bastasse la nostra impressione: ci stiamo muovendo, Qui e Ora? Non che io sappia. Forse un pochino soltanto, verso una possibile evoluzione, che alla fine sarà un epifenomeno di breve durata; l'unica vera rivoluzione sarà sempre e solo quella interiore, in cui la nostra idea - o visione- del mondo corrisponderà alla sensazione e alla intuizione naturale o istintiva (il Nous di platonica memoria, "re dei cieli e della Terra") nei confronti della nostra condizione attuale, che credo sia piuttosto comune sulla Terraferma; del resto non ho mai visto nessuno aggrapparsi ai lampioni per la strada malgrado questa straordinaria rivoluzione quotidiana, a cui nessuno ormai fa troppo caso.

La fisica di questo mondo, di questa Grande Palla, si può "spiegare" o giustificare soltanto con tante piccole palle, che comprendono tutte le leggi della fisica a partire dalla gravità, e arrivano all'Empireo Monoteistico in cui la Bibbia descrive  dal primo capitolo in avanti i dettagli dello Sgabello Per I Piedi di Yahwè -strane cose, da antichi nomadi del medio Oriente- ma poi nella "vita reale" e secolare la stessa chiesa accetta la teoria eretica di Copernico (e non è succcesso ieri) e così facendo la rende -inevitabilmente- legge Cattolica, ergo "universale"; un Inno alla Scienza e alla Libertà di pensiero, con l'unico dettaglio che in luogo della realtà supporta una "verità" altrettanto dogmatica quanto lo sono i comandamenti incisi dal dito di dio nelle tavole di pietra, e che è infine la Palla più Fondamentale nella nostra vita di tutti i giorni, che ci facciamo caso o meno; almeno finché continuiamo il nostro cammino in fondo ai cieli;

accettare la Teoria della Grande, Grande Palla significa accettare tutte le palline che ne conseguono, e che riguardano tutti noi più o meno direttamente, in ogni aspetto della nostra esistenza; noi che non possiamo usare la nostra piccola mongolfiera per andare in Cina a vedere i panda e tornare in giornata, come vorremmo tanto fare su una palla-trottola che gira a 1000 all'ora sul proprio asse, siamo ugualmente ancorati al fondo, come tutti gli uomini provenienti dalle Acque della Vita, e affondati nel giro di qualche giorno;

la Grande Grande Palla, la Più Grande Palla che ruota come una trottola nella mente dei bambini ben ammaestrati, progettata per girare per tutta la loro vita, è un gioco a cui qualcuno non farebbe mai a meno, forse soltanto per non voler ammettere la propria ignoranza, di proprzioni "planetarie";
ma a mio vedere, se non è valido il paragone dell'atterraggio data l'artificialità del nostro orizzonte tecnologico, è un buon punto di approdo momentaneo, qualcosa a cui ARrivare. Non solo per l'uomo di mare, ma per chiunque abbia seguito in tutta la sua infinità ambiguità un qualche Lungo Corso.

Alla fine, dovremmo accettare la nozione che la Terra è globulare perché "corpi  astrali" visibili a occhio nudo come la Luna e il Sole ci appaiono circolari e quindi -nella dimensione teorica dello spazio tridimensionale- sferici; ma io posso accettare che entrambi siano "luminarie" o "fonti di luci" simili ad oblò aperti - e chiusi - sul Firmamento che è "solido come specchio di metallo fuso", da bravo Gentile lettore delle sacre scritture; gli scriba medio-orientali non mi ispirano più o meno fiducia degli astrofisici di Berkeley, e tantomeno della NASA; sono costretto a credere a questi miei occhi, che non possono vedere -e non vedrebbero mai- le navi "affondare" oltre l'impossibile orizzonte curvo, e tantomeno aerei che sorvolano alla velocità di 500 Km/h una palla che gira al doppio della loro velocità, in un senso o nell'altro...

Così, fintanto che sarò costretto a credere a quello che vedo con questi miei occhi, per non perdere del tutto la poca ragione che mi è rimasta, sarò costretto a NON credere a quello che tutti credono, e che pure non hanno la più vaga possibilità di dimostrare in alcun modo, nemmeno per convincere sè stessi.
Il più grande problema infine è che nessuno sembra avere motivo, o intenzione di farlo.

domenica 1 novembre 2015

Mondo Aussie

"regarded by some critics as the greatest Australian film ever made." (Wikipedia)
"the best and most terrifying film about Australia in existence."(Nick Cave)

Speravo di avere reperita una chicca da cinefili buongustai, in un periodo di grande carestia; non poteva andarmi peggio

Wake in Fright di T. Kotcheff (1971)

è di fatto la cronaca di una sbronza continuata e ininterrotta che va ben oltre ogni limite della decenza








qualche sospetto di product placement?




vediamo che c'è in frigo... niente solidi...




e quando tutti sono belli pieni si può dare inizio alla caccia al canguro


che per non deludere le aspettative del pubblico, già stuzzicato dalle atrocità aussie di Walkabout (1971) e in piena epoca "mondo", finisce in una strage vera e propria


ma con una nota finale rassicurante della produzione:


dal momento che erano cacciatori professionisti e muniti di regolare licenza  a sparare, e dato che le organizzazioni per la salvaguardia faunistica Australiane e Inglesi furono consultate, ora sarà un bene per tutti vedere un po' di genuina sofferenza, vere atrocità e pura violenza gratuita esercitata su delle creature innocenti, tra una birra e l'altra... Per me, assolutamente e letteralmene inguardabile.
Il  film di Kotcheff (divenuto poi  famoso per First Blood, o "Rambo") è penoso in ogni senso. 

sabato 31 ottobre 2015

Anime in pena

"Film fatto da un ragazzo con una videocamera e un computer -- ma un Mac"

Speciesism: The Movie di M. Devries (2013)

C'è un problema di fondo che viene ignorato (anche) in questa indagine sui "diritti animali" nell'ambito del loro allevamento industriale, quello che consideriamo immaginando un mondo non-specista, in cui il pollo, il maiale, la vacca e il coniglio vengono trattati con i guanti bianchi, e dove i carcerieri si comportano come dovrebbero gli allevatori, e come fece Gulliver con i cavalli, come semplici servi dei loro ostaggi, sostenendo il peso di un aiuto morale per gli ergastolani morituri che si esprime nella presenza e nella cura fisica e nell'attività del foraggiamento;



in questo quadro utopico la questione etica si pone ugualmente in maniera opposta rispetto al trattamento "inumano" o "poco umano" destinato nella realtà industriale ai "capi" rinchiusi negli allevamenti in batteria, ed è la questione più fondamentale, quella che riguarda la loro sorte, programmata da principio; sono miliardi di prigionieri torturati quotidianamente per tutta la durata della loro vita, laddove la sola mancanza di libertà è una pena più o meno inimmaginabile per un animale nato da sempre in gabbia, come l'uomo, mentre l'istinto  della fuga non muore mai in nessun animale, e il trattamento che viene loro riservato è relativo alla loro stessa presenza nell'ambiente umano, in una attività (sempre fiorente) che infine dipende soltanto dalle (pessime) abitudini alimentari dell'uomo, le quali sappiamo benissimo essere supportate solo ed esclusivamente da preconcetti, menzogne, ignoranza e dogmi scientifici (o leggende urbane, come quella delle proteine) che non corrispondono alla realtà biologica dell'essere umano; perché l'uomo non ha bisogno di animali di nessun genere per il proprio sostentamento, tantomeno da morti, e già questa semplice nozione dovrebbe indurre chiunque ad una seria riflessione su ciò che sono le abitudini, la distinformazione, i preconcetti, e la pura e semplice ignoranza;



ma tornando al discorso di fondo, come si può pensare che il trattar bene delle creature inevitabilmente private da principio del loro bene più prezioso, la libertà, e destinate inesorabilmente ad una morte violenta, possa elevare la statura morale dell'umanità in virtù di quegli stessi princìpi etici che ne hanno permessa la cattività e ne giustificheranno un giorno l'uccisione, con la scusante di un "fabbisogno" nutrizionale confutata da migliaia o milioni di esseri umani vegetariani?
Esiste un temine meno banale e meno inoffensivo di "ipocrisia" per descrivere questa condotta?
Parafrasando l'autore di Specieism, "io non vi dò le risposte, ma le domande", e infine la ricerca di una risposta si può intendere come il fine di ogni essere umano, a proposito di ogni cosa e di tutto, a partire da sè stessi; 



oggi gli onnivori hanno accesso alle stesse informazioni riguardo le conseguenze del consumo di cadaveri sulla propria salute che hanno i vegetovori, e quindi esiste un minimo grado di coscienza sociale del fenomeno; soltanto ieri la Organizzazione Mondiale perla Salute ha emessa una pesante sentenza contro le "carni lavorate" e in secondo luogo contro quelle "rosse", accusate di causare il tumore, alleggerendo forse la pena dell'arsenico nel pollo e del mercurio nel pesce, che in teoria rimangono invariati;
anche in questo caso, che sia giusto o meno "imbalsamare" il pollo con l'arsenico per farlo sembrare meno morto di quello che è, o di innaffiare il macinato con l'ammoniaca per uccidere l'E. coli, etc. etc., sono sempre questioni secondarie, relative alla domanda di fondo: sarà poi giusto mangiare un cadavere, per quanto "vivace" riescano a farlo sembrare? 

Il mio giudizio finale sull'opera di Devries sarà positivo per esser quello del vegano convinto, che può solo sostenere lo sforzo di una produzione apparentemente disinteressata per la diffusione di informazioni perlopiù inedite, e che interessano una questione universalmente valida come quella etica nel frangente del disastro karmico replicato ogni giorno, da secoli e secoli, e in un contino aggravarsi direttamente proporzionale alla crescita demografica; ma infine si tratta di una scelta personale, e non possiamo confidare nella reazione di un pubblico che si interroga sulla "umanità" del trattamento riservato ai prigionieri condannati a morte, che sono decine di miliardi ogni anno; lo spettatore dovrebbe arrivare da sè a porsi la domanda "sarebbe poi 'giusto' divorare le carni di una creatura senziente, che è stata comodamente ospitata e nutrita con ogni riguardo -come lo sono altre specie "domestiche"- per la breve durata della sua vita, quando una rivoluzione globale nel settore dell'allevamento avesse già portato gli uomini a trattare i loro prigionieri condannati a morte come loro pari?" Ma se questo "sogno" tra virgolette si  realizzasse mai, quanto sarebbe cambiata l'umanità, e dove si troverebbero allora tutti i boia necessari per sgozzare le vacche e i maiali e per decapitare i polli indispensabili per l'economia mondiale? 
E allora, chi avrebbe il coraggio di mettersi in bocca i poveri resti del caro estinto? 

venerdì 30 ottobre 2015

In rotta per Oz


Esperimento del Bedford Level

Si dice Esperimento del Bedford Level una serie di osservazioni condotte per le sei miglia di lunghezza dello Old Bedford River in Bedford Level a Norfolk, Inghilterra.
L'esperimento fu condotto più volte durante il diciannovesimo secolo e agli inizi del ventesimo. Molti dei risultati sono serviti a comprovare la teoria della Terra piatta, e benché alcuni ne abbiano tratte conclusioni differenti, esse sono state tutte confutate dai Flat Earthers (sostenitori della T.T.P., ndt). L'Esperimento del Bedford Level è l'esempio di una delle prove più ampiamente accettate a supporto della Terra piatta.

Metodo

Nel punto prescelto per tutti gli esperimenti il fiume era un canale di drenaggio dal flusso lento che scorreva diritto lungo una linea ininterrotta per sei miglia, partendo da Nord Est nel villaggio di Welney. La più famosa delle osservazioni, di cui si insegnò nelle scuole fino a che le foto della Terra dallo spazio furono disponibili, prevedeva una serie di tre pali infissi alla stessa altezza sul livello dell'acqua per tutto il percorso. Supponendo che la superficie dell'acqua seguisse ogni ipotetica curvatura della Terra, l'osservazione dei tre pali allineati perfettamente, ottenuta attraverso un teodolite comprovava che la Terra era piatta.

[NdT: la superficie dell'acqua NON può essere curva, in nessun caso -- ma questo lo sanno tutti]

Storia

La prima investigazione fu condotta da Samuel Birley Rowbotham (1816-1884), presidente della Flat Earth Society, nell'estate del 1883. Egli si posizionò nel fiume e utilizzò un telescopio posto otto pollici al di sopra dell'acqua per osservare una barca a remi dallo scafo largo cinque piedi (1.524m) che si allontanava lentamente da lui. Riportò che il natante rimase costantemente visibile per tutte le sei miglia dal ponte di Welney mentre, se la superficie dell'acqua fosse stata curva come la circonferenza accettata di una Terra sferica, la parte superiore dello scafo avrebbe dovuto essere circa undici piedi al di sotto della linea visiva dell'osservatore.


Rowbotham ripetè l'esperimento diverse volte nel corso degli anni ma le sue scoperte passarono inosservate finché, nel 1870, un sostenitore di nome John Hampden scommesse di poter dimostrare, ripetendo l'esperimento di R., che la Terra era piatta. Il noto naturalista e agrimensore qualificato Alfred Russell Wallace accettò la scommessa. Wallace vinse la scommessa. Hampden, tuttavia, pubblicò un pamphlet in cui dichiarava che Wallace aveva barato e lo citò per riavere il suo denaro. Seguirono svariate cause in tribunale, che portarono Hampden in prigione per diffamazione, ma la corte stabilì che Wallace aveva di fatto barato.

Nel 1901 Henry Yule Oldham, un reader (professore associato nello U.K., ndt) al King's College di Cambridge, condusse l'esperimento definitivo come descritto sopra.

L'11 Maggio 1904 Lady Anne Blount assunse un fotografo commerciale perché scattasse delle fotografie con un teleobbiettivo da Welney di un largo lenzuolo bianco che aveva posizionato, in modo che toccasse le acque del fiume, nella posizione originale di Rowbotham, a sei miglia di distanza. Il fotografo, Edgar Clifton dello studio Dallmeyer, posizionò la sua macchina due piedi sopra la superficie dell'acqua a Welney e fu sorpreso di essere in grado di ottenere delle immagini del bersaglio, che avrebbe dovuto essere invisibile dato il basso punto d'osservazione della macchina fotografica.
Lady Blount pubblicò le immagini a destra e a manca e, a parte qualche ipotesi riguardante la rifrazione, con qualche voce su una collusione tra la Blount e Clifton, esse non sono mai state spiegate.



alla voce dedicata all'esperimento del Bedford Level Wikipedia aggiunge questa curiosità anedottica:

https://en.wikipedia.org/wiki/Bedford_Level_experiment#Other_experiments

Altri esperimenti

il 25 Luglio 1896, Ulysses Grant Morrow, editore di un quotidiano, condusse un esperimento simile sullo Old Illinois Drainage Canal (vecchio canale di drenaggio dell'Illinois) a Summit, Illinos. A differenza di Rowbotham, egli cercava di dimostrare che la superficie della Terra è curva: quando si rese conto che il suo bersaglio, posto a 18 pollici (46 cm) sopra la superficie dell'acqua e a cinque miglia (8 Km) di distanza, era chiaramente visibile, concluse che la superficie della Terra era concava, in linea con le aspettative del suo sponsor, la Koreshan Unity Society. I risultati furono dismessi dalla critica come effetto di una rifrazione atmosferica.

(Trad. MIA)


Pensiamoci solo un attimo, c'è gente che afferma in tutta serietà che la Terra è una palla che gira a 1000 Km all'ora in senso "antiorario" o, in altri termini, da Est verso Ovest; quindi saltiamo sulla nostra mongolfiera posteggiata a Milano, ci solleviamo a cento metri dal suolo, limitandoci a tenerla in aria, e nel giro di due ore siamo ...in Canada? 
Ma perché allora spendere tanti soldi in aeroplani a reazione e carburante, se basta voleggiare aspettando che la montagna venga a Maometto?
E dunque come possiamo anche solo sospettare che esista qualcosa di simile al buon senso, nella mente di chi sostiene questo genere di "verità dogmatica", e peggio ancora, di chi al contrario non si azzarderebbe a sostenerla in nessuna occasione, ma si limita ad accettarla come l'esito funesto di un esame clinico, o come Dio; 
bisognerebbe accettare allora l'idea che una massa d'aria compatta mantiene normalmente e naturalmente un pallone frenato nell'aria, in modo che salga verticalmente e lentamente, in tutta calma, anzichè sparire immediatamente alla vista mentre noi ruotiamo via più veloci di un caccia militare sulla nostra trottola spaziale; perché questo non succede mai.
Non occorrono mongolfiere e dirigibili per la sperimentazione, questo dovrebbe succedere ogni volta che un bambino lascia andare un palloncino; davvero c'è gente pronta a sostenere che da un punto A -dove il bambino apre la mano-  il quale si sposta roteando nello spazio alla velocità di 1000-1600 Km orari, il palloncino dovrebbe trovarsi un minuto secondo dopo in un punto B posto a (quasi) trenta chilometri di distanza, e un'ora più tardi, ovviamente, a 1000 chilometri; eppure il palloncino sale piano piano, secondo la corrente d'aria che trova, raramente si allontana tanto dal punto X da diventare invisibile se non per via della sua altezza; questo lo sappiamo bene;
dovremmo accettare forse che tutto ciò che si trova entro l'atmosfera terrestre è soggetto ad una sorta di "gravità atmosferica", per cui quello che si trova al suo interno non risente minimamente della incredibile velocità di rotazione, gli uccelli e i piloti come del resto tutti noi atteri, che non ce ne accorgiamo nemmeno; ma questa opzione comporta una serie di conseguenze che risultano inconciliabili con tutte le cosiddette "leggi della fisica", e con la "figura della Terra" comunemente accettata;
se la Terra è una palla che gira a 1000 Km all'ora in senso "antiorario", un piccione si alza in volo a Washington DC (tra il Maryland e la Virginia); in meno di un secondo, involandosi verso l'alto, si trova sopra Tysons che è a venti chilometri dal punto di decollo, e se riesce a volare sempre in linea verticale per un minuto intero si troverà magicamente in Kansas; e lì potrà atterrare sopra la fattoria di Zia Annie, dove vive la piccola Dorothy con il suo cagnolino Toto. D'altro canto, dicono che in Kansas è pericoloso volare in pallone...

Nasa all'ingiù

Sono stato un serio eliolatra per molto tempo, dal momento in cui ho intuito il potere della "luce" su ogni cosa vivente; negli ultimi decenni sono uscito dall'ombra in cui ho vissuto a lungo, e dopo tanto tempo la mia intuizione è assurta all'altezza dell'Iperione, lasciandomi scorgere la gloria del Logos Solare;
non ho dubbio su questo, il collegamento con la Fonte è immediato e infallibile, e avviene attraverso il Sole;
qualunque cosa sia; i dubbi si sovrappongono ed evolvono di pari passo, riguardo le "luminarie" poste nel firmamento; e questa immagine della NASA non migliora la situazione:

(https://commons.wikimedia.org/wiki/File:AS12-46-6765_(21077396824).jpg)

il "Sole" visto dalla "Luna";
chi potrebbe mai credere a una simile didascalia? L'utenza multimediale, forse?
Io posso soltanto utilizzare delle virgolette per esprimere la mia incredulità.
Io sono "incredulo".

Ieri ho notato questa ennesima ambiguità che riguarda il fatidico ente aerospaziale americano, e ne ho fatto un "infographic" alla moda:

da condividere su Facebook... sperimentiamo la viralità del soggetto...

Sembra una situazione decisamente lovecraftiana, ma in fondo gli orrori abissali del solitario di Providence sono romanticherie del millennio scorso; il nostro modello è ancora e sempre Evemero da Messina, colla sua "interpretazione razionalistica della natura degli dèi"; ci possiamo ancora chiedere chi furono quelli venerati come tali durante l'antichità, ma oggi, quando il moderno mono-dio è una figura retorica, un oggetto di culto, e un cespite, dobbiamo interrogarci a proposito della realtà dei "nuovi dèi", che sul web vengono citati spesso con il nome di "illuminati"; 
io non teorizzo alcun complotto, ma sospetto che le medesime schiatte continuino a fare il bello e il cattivo tempo almeno dai tempi dei famosi "Annunaki", e certo anche i noti dèi barbuti (e bianchi) mesoamericani trovano posto in questo quadretto millenario, come ispiratori delle festose pratiche chirurgiche degli Aztechi e dei Maya, quelli che nutrivano il Sole con cuori e sangue...
Se tutto il peggio che abbiamo letto e/o sentito dire, coinvolgendo maestà e ministri, vescovi e papi vari, corrisponde alla realtà dei fantomatici "illuminati", questi sacrifici si compiono regolarmente e puntualmente tutt'oggi nei sotterranei di tutto il mondo, e forse il Grande Lampadario che vediamo appeso nel firmamento è soltanto una macchina brucia-anime, la cui fornace procura energia vitale al nostro mondo, in cambio di "energia mortale"... 
non che ci sia una gran differenza, a livelli essenziali sarebbe solo una conversione energetica...
Sono ancora soltanto coincidenze? Ma certo, alla fine tutto coincide, o lo farà.
Permane e si accresce in me una sensazione di artificio olografico, o "universale", o finanche "cattolico", sulla matrice a partire dalla radice linguistica MTR: Mater, Matrix, Materia... 
...........Mothra?

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/7/75/Mothra.jpg

uno dei significati del termine Greco ψυχή (psiké) è "farfalla", e ci piacerebbe sapere cosa avessero a che fare gli antichi lepidotteri con il verbo  ψύχω ‎(psúkhō, “io soffio” - Id.) il quale pure corrisponde stranamente al concetto di "anima" (da ànemos, soffio, vento) e quindi pneuma, etc.
ancora una volta oggi al parco cittadino ho subiti i ripetuti, adorabili attacchi di una Vanessa atalanta, come accade ogni anno; il suo svolazzare amoroso attorno alla mia testa e le sue soste sul mio petto (questo è il punto in cui si posano più spesso) mi hanno ri-confermata la loro grande simpatia, in qualche istante di sublime incanto fuori dal mondo; 
non so esattamente cosa attragga della mia persona gli esemplari di questa specie -in particolare- ma il fatto che la farfalla in generale rappresenti in qualche modo la "anima" dell'essere umano è un pensiero che ogni volta suscita nuovi e infiniti interrogativi.
Perlomeno queste sono farfalle belle, piccole, sane e nostrane; non sono made in China e non vengono da Fukushima. Per ora.

lunedì 26 ottobre 2015

Presa per il siderale

Personalmente, ritengo che esista una sola spiegazione possibile per immagini come queste





(ovvero il time lapse dei cieli notturni)

e questa mia spiegazione personale non contempla nessuna palla che rotea a 1600 Km/h sul proprio asse, e contemporaneamente orbita attorno a nessuna fornace atomica sospesa nello "spazio" a 30 Km/s ; infine ho accettata questa realtà per quello che sembra essere, e così come la Luna non sembra essere posta a 384,400 km da qui, nè tantomeno il Sole sembra essere lontano 149.6 milioni di km, tutte le stelle del firmamento non sembrano essere più distanti di quelli, e quando la tecnologia ci offre la possibilità di studiarne il moto accellerato, come negli straordinari video che vediamo su Youtube, non sembra nemmeno possibile che il punto di osservazione del fotografo stia ruotando sul proprio asse a 1667 Km all'ora, e nel contempo a 30 Km al secondo attorno ad un Sole che secondo le ultime "teorie scientifiche" starebbe viaggiando in un moto a spirale nello spazio infinito con tutti i suoi pianeti al seguito... Si direbbe anzi che il punto di osservazione da cui è possibile fotografare un moto degli astri tanto nitido e preciso da disegnare dei cerchi perfetti dovrebbe essere assolutamente fermo, completamente immobile, mentre il firmamento, l'intera "volta celeste" ruota al di sopra... Proprio come diceva qualcuno, qualche tempo fa...
E' strano, ma queste osservazioni indirette mi ricordano qualcosa di un'infanzia impossibilmente remota; è come se in un tempo tanto lontano da non aver lasciate memorie queste cose fossero ovvie per me, senza alcuna coscienza, o "senso logico" della mia cognizione, una sorta di certezza interiore che nel tempo è stata soffocata da una montagna di dati, numeri e parole e regole e leggi e, in gran parte, palle;
sembra pure che l'infanzia dell'umanità corrisponda per molti versi all'infanzia dell'individuo; che un tempo sapevamo tutto, e oggi sappiamo solo quello che siamo stati ammaestrati a sapere, quello che qualcuno vuole a tutti i costi imporci come la nostra realtà; e che, a tutti i costi, riesce da sempre nella sua impresa.

domenica 25 ottobre 2015

La grande, grande, grande Palla




Un'immagine vale più di mille parole; il mio esercizio domenicale consiste nel proporre al lettore il raffronto diretto di queste tre immagini, teoricamente più distanti fra loro della Terra dalla Luna, ma praticamente -verosimilmente- anche;
la prima immagine è quella che la Organizzazione delle Nazioni Unite ha scelta come bandiera, e che rappresenta il "mondo";

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Flag_of_the_United_Nations.svg

la seconda è la "proiezione azimutale equidistante" delle terre emerse:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Azimuthal_equidistant_projection_SW.jpg

e infine la terza, che è il logo della Flat Earth Society, ovvero la "Società della Terra Piatta":

Paradossalmente devo ripetere il concetto, un' immagine vale più di mille parole, ma alcuni dettagli vanno magnificati per il mio lettore miope: 

1) che si tratta sostanzialmente della stessa immagine

2) che non corrisponde alla "canonica" immagine del mondo derivata dalla proiezione cilindrica centrografica modificata di "Geraldo Mercatore", alias Gerhard Kremer, che è invece la più diffusa, "universalmente accettata" immagine-del-mondo che troviamo sugli atlanti, sulle enciclopedie e su Google Maps

3) che le PROPORZIONI tra i "continenti" sono più simili alla proiezione di Gall-Peters che non a quella di Kremer;

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/34/Gall%E2%80%93Peters_projection_SW.jpg

dove l'Africa è più grande dell'America del Nord, e l'Europa è solo una macchiolina; se le confrontiamo, vedremo che la quella di Gall-Peters è di fatto una "proiezione" piana della mappa "azimutale equidistante";

infine 4) dobbiamo notare anche la rappresentazione del "continente misterioso", l'Antartide, che risulta "stirato" nella proiezione qui sopra, ma è rappresentato esattamente nella mappa azimutale, mentre è simbolicamente raffigurato con delle foglie di ulivo nella bandiera dell'ONU;

e per inciso le foglie di ulivo sono il simbolo di una "pace" relativa esclusivamente al mito giudeo-cristiano, il cui idolo è ironicamente chiamato (anche) "Signore degli Eserciti di Israele". Quello che succede nella "striscia di Gaza" da decenni non è sicuramente una fantasia da teorici del complotto, o da "antisemiti".

Questa sera ho scoperto il significato del cerchio ricorrente negli ideogrammi Giapponesi, lo Ensō, che "nel buddismo Zen (...) è un cerchio dipinto a mano con due colpi disinibiti di pennello per esprimere un momento in cui la mente è libera di lasciare che il corpo crei liberamente"; esso simboleggia "la illuminazione assoluta, la forza, l'eleganza, l'universo, e il mu (il vuoto)" (fonte: Wikipedia);



stranamente, è proprio Wikipedia nella pagina dedicata allo Ensō a suggerire l'inevitabile rimando al concetto gnostico/alchemico dell'Ouroboros (o Uroboro), l'antico simbolo del serpente (o dragone) intento a mangiare la propria coda:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Serpiente_alquimica.jpg

questo simbolo di origine antidiluviana circondava il "mondo", con la nomea di "Leviatano", nella cosmografia all'interno del tempio in cui si celebravano gli antichi Misteri; può sembrare strano che il misterioso Leviatano dell'antichità corrisponda alla misteriosa "Antartide" nelle mappe più verosimili del mondo attuale, ovvero quelle che non sono destinate alle masse -oppure diffuse per il loro stesso ludibrio- viste poc'anzi; e possiamo mantenere questa nostra impressione per un tempo indefinito, se consideriamo che l'Antartide è un continente OFF-LIMITS per qualunque civile non-autorizzato dalle Autorità competenti; il mistero qui è sorvegliato 24 ore su 24 e per 365 giorni all'anno, da mezzi e personale armato; chiunque abbia la possibilità di affrontare le condizioni climatiche estreme e (eventualmente eludere) le forze armate Americane contemporaneamente è pregato di contattarmi al mio indirizzo email, una spedizione antartica a questo punto della mia vita è il mio unico vero oggetto d'interesse.

Il post di questa sera è stato ispirato da questo video a titolo "La più grande bugia della NASA: viviamo su una Terra piatta?"; la risposta è implicita, dal momento che parliamo della N.A.S.A., acronimo di "Never A Straight Answer":



ADDENDUM (14.09.2015):
l'antico simbolo Egizio dello Shen "è un cerchio con una linea tangente, che era rappresentato nei geroglifici come un anello di corda stilizzato. La stessa parola shen significa, in antico Egiziano, accerchiare, mentre l'anello dello shen rappresenta protezione eterna. Nella sua forma allungata l'anello shen divenne il cartiglio che racchiudeva e proteggeva un nome reale." (Wikipedia - Trad. mia);
oltre alla estrema importanza del simbolo designato alla protezione del nome del re, "l'anello Shen è spesso collegato a vari tipi di aste, l'asta dell'autorità, o del potere, che simbolizza l'autorità Eterna di quel potere" (SIC - Id.)
Il paletto e la corda, che di per sé corrisponde ad una unità di misura, sono simbolo del potere che stabilisce i confini della terra stessa; questo è particolarmente vero in un mondo la cui maggioranza degli abitanti limita la propria "figura della terra" ad un circolo, per quanto proiettato nelle tre dimensioni;
rappresentato come corda per la misurazione della terra, e ri-conoscendo il disegno della Terra, questo simbolo corrisponde al più grande potere, della conoscenza; sarà interessante notare che il retaggio simbolico della tradizione esoterica tramandato "segretamente" dalla framassoneria porta il simbolo del compasso, lo strumento che si utilizza per disegnare un cerchio in fase di progettazione, sulla carta, così come la corda e il paletto si utilizzavano per tracciare fisicamente un cerchio al suolo; il compasso è sovrapposto come simbolo del cielo alla squadra, simbolo della terra, come strumento per disegnare la linea tangente; sono quindi simboli corrispondenti alla matrice dell'anello dello Shen, gli strumenti del Creatore.
Anche in questo caso, come per la parola "I-O", i due elementi del simbolo corrispondo allo 1 e allo 0 della numerazione binaria utilizzata in informatica.


sul sito Medhananda da cui è tratta l'immagine, l'anello Shen è descritto come
"simbolo di tutti i simboli, rappresenta l'unione del modo ordinario dell'essere e quello plenario globale, in due parole: tempo ed eternità. L'arte di passare da uno all'altro, e di unirli a piacere, è il segreto di tutto il dinamismo e della libertà."

Per pura curiosità, lo Shen cinese (神) "identifica un concetto estremamente ampio che spazia dalla religione alla medicina tradizionale cinese senza soluzione di continuità. Pur venendo tradotto generalmente come divinità o spirito, soprattutto in ambito medico le sfaccettature di questo concetto sono molteplici. Il carattere di shén è composto da una parte fonetica shēn (甲, spiegare) e dal radicale shì (示, mostrare, indicare), in cui le due linee orizzontali rappresentano il cielo e le tre verticali ciò che ne discende. ne deriva quindi che una interpretazione più precisa del termine indichi la concettualizzazione di un'emanazione divina. Lo shén è lo spirito divino che scende sull'uomo e nell'uomo, fino a farne parte. Non a caso, la sua dimora d'elezione è il cuore (心, xīn), identificato nella medicina cinese con l'Imperatore, il collegamento principale tra Terra e Cielo e supremo comandante di tutte le funzioni fisiche ed intellettive del corpo[2].
Dal cuore, le sue emanazioni governano gli altri quattro organi zang: polmoni, fegato, milza e reni." (https://it.wikipedia.org/wiki/Shen_(medicina_cinese))