lunedì 3 novembre 2014

Gli invedibili

Due films che non sono riuscito a guardare:

Autómata di G. Ibáñez (2014)

che si riassume nell'aggettivo phony; e 

We are what we are di J. Mickle (2013)

per il quale non sto a cercare un aggettivo; non sono riuscito a vedere nemmeno

Detektiv Downs di B. Breien (2013)

(dove il detective del titolo è affetto dalla sindrome di Down) ma questo soltanto perché il film è recitato in Norvegese, e sul web si trovano sì dei sottotitoli in lingue meno ostiche, ma non meno straniere per il blogger; una visione forse rimandata; 
invece questa sera ho visto finalmente

Hercules di R. Clements, J. Musker (1997)

che a quasi vent'anni dalla sua uscita sembra essere un film di cent'anni fa, è una delle peggiori produzioni Disney mai viste, e l'unico motivo per menzionarlo oltre al salto del sasso erculeo qui sopra, che ci rimanda, balzellon balzelloni , al post di questa notte, è la rappresentazione del semidio "from zero to hero", dove la divinità viene dipinta in termini alquanto mondani; addirittura hollywoodiani:


le impronte nel cemento


la bevanda firmata


le scarpe "allusive"


i soldoni


anche in versione "express"


il merchandising


gli autografi


per una folla di "fans" ricalcata su quella psicotica (e muliebre) affetta da beatlesmania;


così viene raffigurata la fama e la gloria di quello che non dovrebbe essere un semplice divo, ma un dio; ovviamente questo non fa alcuna differenza in un prodotto hollywoodiano, e specialmente in questo prodotto dal gusto marcatamente kosher; speriamo che ne faccia qualcuna nella mente dei piccoli utenti multimediali che si ritroveranno a guardare questa roba. 

La morte splende nei cieli:


domenica 2 novembre 2014

I 4000 giorni*

*http://www.imdb.com/title/tt1065073/trivia?item=tr1981817


Boyhood di R. Linklater (2014)
☻☻☻☻

è un  film da vedere; che mi risulti è anche uno dei pochi, tra quelli usciti recentemente; ciò che si può trovare qui tra la prima 


e l'ultima sequenza

(dove si sfonda la quarta parete in questo fotogramma)

è molto più di quanto si veda e si senta durante l'esperienza filmica, prodotta durante i 12 anni cruciali della "gioventù" del titolo, così come nelle quasi tre ore della proiezione lo spettatore adulto troverà di che riflettere senza prestare particolare attenzione alla propria attività introspettiva; il film fluisce come solo i film di Linklater possono fare, e durante questo lungo istante che rappresenta quasi l'intera vita dell'attore protagonista abbiamo la possibilità di guardarci allo specchio attraverso le epoche; 
Patricia Arquette as Mom è una grande professionista, e la presenza familiare dell'interprete della saga di "Before" Ethan Hawke (as Dad, e potenziale erede del progetto) completa un quadro sontuoso e vibrante nella sua semplicità, dove l'autore mantiene la propria essenzialità stilistica proiettandola oltre il tempo e lo spazio del set; un grande ritratto della "America" contemporanea, in uno dei migliori titoli del 2014. 
Linklater si riconferma, dopo qualche dubbio --ma anche dopo un vero capolavoro del cinema come Before Sunrise-- uno dei più interessanti autori del cinema statunitense, una sorta di versione "soft" del genio cinematico Texano incarnato da Matthew Barney.
Ancora una volta l'intimismo essenzialista di Linklater con le sue "vite quotidiane" sfiora le più alte vette della cinematografia, qui attraverso il tema della "formazione" che per tutti noi prosegue verso l'ignota destinazione della forma. Una nota merita anche il protagonista Ellar Coltrane, la cui ordinarietà e spontaneità sono indispensabili all'insieme; è senz'altro lui il ragazzo che tutti noi potremmo esser stati, in qualche film del passato. 
In Texas.

Si consiglia molto vivamente la versione in lingua originale.

Sole da cani

Oggi ho avuta una prova visiva che conferma i miei sospetti, a proposito della reale conformazione dell' organismo "Gea", altrimenti detto "Terra"; queste immagini sembrano comprovare l'esistenza di una "sfera celeste" distinta da quella "terrestre" o "terrena", e probabilmente a causa del denso particolato in sospensione, lasciato nel cielo in forma di "chemtrails" da numerosi aerei nel primo pomeriggio, è visibile quello che sospetto essere l'involucro trasparente, il corpo stesso della sfera, che in queste particolari condizioni riflette la luce solare in un punto che si potrebbe aggirare attorno ai fatidici 100 kilometri; questa è l'altezza stimata da qualcuno oltre la quale si incontra la "sfera" stessa, possibilmente di un materiale vetroso, di cui vediamo chiaramente qui le proprietà riflettenti


Questo fenomeno è definito "parelio" (Sun dog per gli Inglesi) la cui comparsa viene attribuita "alla rifrazione della luce solare da parte dei piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell'atmosfera e che solitamente costituiscono i cirri." (Wikipedia); possiamo accettare questa definizione, pur sapendo che in questo caso sono più probabilmente delle particelle non-ghiacciate a provocarlo, ma quella che ci interessa è la ovvia affinità del fenomeno con una aberrazione ottica sferica, per cui la luce non viene semplicemente riflessa in punti casuali, ma ad una distanza e con una curvatura che disegnano l'esatta circonferenza della "sfera celeste" per intero, e non come dovrebbe apparire secondo la teoria del "pianeta" sospeso nello "spazio", ovvero riflessa sulla fascia esterna della "atmosfera"; il fenomeno è raro ma è stato osservato più e più volte in passato, anche se la sua particolare conformazione non sembra mai aver insospettito nessuno riguardo il motivo di un simile "riflesso" sferico attorno al Sole e non attorno alla "Terra"!!


Non so quali auspici si traessero in passato da questa peculiare apparizione celeste, per quanto mi riguarda è una prova abbastanza tangibile da portarmi a pensare che la derisa "cosmogonia cellulare" di Tidd sia molto più prossima alla nostra realtà di qualunque altra descrizione scientifica universalmente accettata oggi.
Il che mi dà altro da pensare.

giovedì 30 ottobre 2014

It's MY IQorn

Oggi di buon mattino, prendendo il mio tè, mi sono misurato l' IQ (che da noi è QI, o quoziente intellettivo) su Memorado.com; è risultato un punteggio di 128, che a detta di Mr. Memorado in persona mi porrebbe in un ristretto 5% della popolazione mondiale.... Notizia degna di menzione su Facebook:


Questa sera ho ripetuto il test, solo per testare la validità della mia memoria e dell'applicazione online; ricordandomi ancora -incredibilmente- tutte le domande e le risposte, ho totalizzato un bel 130:


pubblicato però con le dovute spiegazioni, come si vede qui; ora la mia domanda è: non si può considerare una prova di intelligenza anche l'avere ripetuto il test a distanza di N ore (e di N joints) e di aver migliorato il risultato (in una prova di "intelligenza" -tra virgolette- che tra l'altro è stata eseguita in una lingua che non è la mia lingua madre)?
E' pur vero che la manifestazione cosmica è comprensibile in natura in ogni sua forma frattale, ma le sequenze di numeri e parole da completare e la comparazione di figure e sagome geometriche e simili sono trucchetti puerili, che indicano in primo luogo l'intelligenza dei creatori degli stessi, e ancor prima quella di chi è disposto ad accettare come prova di intelligenza la prova di una mera comprensione logica e meccanica delle cose, secondo un metro invariabile che appartiene all'intera logosfera Occidentale, e quella anglofona nel caso particolare; ovvero, uno standard mentale, o psichico. Questo genere di "intelligenza" tra virgolette non è qualcosa di cui andar fieri al di fuori di Facebook, perché non dimostra altro che il mio grado di auto-codificazione personale in un quadro globale che include la lingua dell'Impero e la mia padronanza funzionale della stessa (come ad es.fare un test di intelligenza in Inglese); 
dunque ammettiamo pure che il Vs. blogger appartenga a questa piccola percentuale dell'umanità, un misero 5%, che dovrebbe corrispondere a 350 milioni di individui... soltanto... Ma dove sono, mi chiedo io. 
Ne avrò mai incontrato uno, in vita mia? Per caso? Me ne sarò mai accorto? 
Non mi pare....

Ma poi all'improvviso capita Mr. Teddy Bear, il porcospino parlante di Zooniversity su Youtube:


(Video dell'anno scorso ma, come dicono i porcospini, un Halloween vale l'altro)


Che è a parer mio un ottimo post-finale-di-giornata, quando scopri che un animale privo di corde vocali, di siringe o altri organi simili, pronuncia chiaramente dei vocaboli e addirittura delle frasi di senso compiuto in Inglese; Inglese Americano, ma spinoso
Scientificamente, questo è impossibile. E' un mistero della natura, ma osservando un attimo il profilo di Mr. Teddy Bear qui sopra, non sono poi tanto sorpreso dal fatto che sappia parlare; vorrei anzi che si parlasse più di lui, che non di Obama e di Berlusconi... Qualunque cosa dica.

Vita pedonale


Uno dei miei tanti incubi quotidiani, e anzi pomeridiani, è rappresentato dal passaggio in centro città all'orario di uscita delle scuole; qui rivivo l'incubo che ho vissuto quotidianamente e inconsapevolmente per tanti anni come scolaro, quando all'uscita della scuola c'era papà o mamma ad aspettarci con la macchina; è l'incubo malato, vergognoso, di un enorme parcheggio esteso a tutte le strade attorno all'edificio scolastico e oltre, dove gli autisti tendono ad arrivare, parcheggiare con una abilità da vero primate -mai da primato- e poi ripartire pressoché nello stesso momento, in modo che oltre alla perniciosità senza pari dei gas di scarico --emessi per di più alla giusta altezza per raggiungere direttamente i polmoni dei piccoli -- si aggiunge la durata inutilmente lunga della sosta dei veicoli a motore acceso, la coda, l'ingorgo... in questo breve periodo l'intero quartiere attorno alla scuola è una camera a gas, dove genitori, figli e tutti i malcapitati passanti assorbono una dose di "polveri sottili", di anidride carbonica e solforosa (quei maledetti "diesel"!!!) e quant'altro, oltre ogni livello di emergenza possibile e immaginabile; e questo succede per sei giorni alla settimana, per quattro settimane al mese e per almeno dieci mesi all'anno; nessun altro evento, oltre l'incidente stradale, provoca un simile assembramento di idioti in un unico punto del centro urbano;
ora, io sono uno dei malcapitati passanti, e come tale nel tempo sto imparando a scampare quella minaccia sempre incombente, così che invece di aggirare l'intero quartiere riesco ad aggirare l'orario fatale; ma questa chance non è data ai genitori automuniti, né tanto meno a quei poveri scolaretti che ogni santo giorno si fanno un aerosol infernale, semestre dopo semestre, e anno dopo anno; 
sinceramente, oggi non penso tanto alla loro salute quanto al loro sviluppo mentale, perché un simile trattamento esteso per gli otto o nove anni della scuola dell'obbligo senza alcun dubbio sortirà qualche effetto disastroso in un qualche aspetto della loro persona o personalità, se non sul corpo sulla loro mente, e a mio parere ci sono già abbastanza malati in circolazione, a partire dagli stessi genitori di quei bambini; 

questo spettacolo desolante, che anche oggi ho scansato appena in tempo, oltre al capolavoro di Andersson del 1991 

Tutto l'orrore dello "inquinamento ambientale" (e sociale) riassunto in una sequenza, indimenticabile
mi ha ricordata la visione spettrale, spaventosa e affascinante di quei gamberetti che vivono attorno ai camini vulcanici negli abissi marini, quei miliardi di organismi ciechi, raccolti attorno a una sorgente di liquidi ad altissime temperature e altamente corrosivi, che sono di fatto la loro fonte di sostentamento; per il sapiens non è così, lo sappiamo; per noi l'anidride carbonica/solforosa, il benzene e tutti gli altri composti aromatici della benzina così come il particolato emesso dai motori a scoppio non sono fonte di vita, ma di malattia e di morte; e forse questo è il giusto destino per tutti i Gentili studentelli ammaestrati a pregare il dio degli ebrei, e ad imparare un mestiere qualsiasi con cui generare un flusso monetario di qualche sorta, con cui alimentare sé stessi e il mito di Mammona; ma ancora, e malgrado tutto, il blogger cinico non può sottovalutare quel dettaglio trascurato evidentemente da tutti i loro genitori: sono BAMBINI, e che diamine, sono creature tanto delicate che non dovrebbero nemmeno sapere che odore ha la benzina bruciata, anziché respirarsela ogni giorno a dosaggi elevati!!! Mi chiedo allora come può, questa infinita marea di scimmie automunite ripetere all'infinito l'errore di una intossicazione che -ignoranza o meno- è istintivamente riconoscibile come tale, dal primate glabro così come dal pollo? E' forse sufficiente ammaestrarla ad entrare nella camera a gas urbana subito all'uscita della scuola, per qualche anno di fila, rendendo del tutto inaccessibile e "utopica" ogni alternativa al disastro programmato? Direi che è proprio così. Che la gente è stata ammaestrata ad ammalarsi ogni giorno, intossicandosi con tutto quello che mangia, che beve, che respira, e persino quello che sente dire alla TV, o che legge sui giornali e sul web, una marea continua di informazioni vuote e ridondanti, e che non migliorano di punto una ignoranza generale immensa, cosmica (nel senso originario di Ordine Naturale) ed essenziale, talmente ovvia da risultare ridicola e tragica nel contempo, vedendola manifesta ogni giorno dell'anno scolastico, all'esterno di ogni scuola;

E voi, cosa aspettate a far tatuare la scritta "VOLVO" sulla fronte del Vs. piccolo automedonte del futuro?
Tra dieci anni potrete sempre fare un'operazione per rimuoverla... Proprio come in quel film...
Forse soltanto un cervello deformato e/o ridotto dalla continua esposizione a questi veleni mortali può davvero accettare, se sopravvive al trattamento, di ripetere questa farsa abominevole, con la certezza che passerà alla generazione dei suoi eredi automaticamente e sistematicamente, MECCANICAMENTE, così come l'ha accettata lui stesso; oggi sono del parere che soltanto un individuo che abbia dei figli può assumere questo atteggiamento nei confronti dell'umanità intera, oltre che del particolare consorzio civile a cui appartiene; ovvero, di profonda, estrema irresponsabilità, ripetendo potenzialmente all'infinito lo stesso errore che egli stesso rappresenta come Utente Globale, e in primo luogo come utente automobilistico; ma certo potrei cambiare idea domani o dopo, ovvero quando non sarò più costretto a galoppare attraverso la città per evitare la mandria di autoscimmie in arrivo per raccogliere i loro creaturi...
Poveretti, tutti quanti loro. E povero me!

mercoledì 29 ottobre 2014

Trainscendence

Da una storia scritta da quattro francesi, riscritta per lo schermo da un coreano e infine sceneggiata da quest'ultimo assieme ad un ex-francescano inglese proviene


Snowpiercer di Joon-ho Bong (2013)
☻☻+

ovvero l'odissea di Curtis (Chris Evans, meglio noto come Cpt. America)


attraverso il lungo treno su cui sono rifugiati gli ultimi sopravvissuti di un mondo congelato; dalle miseria e dalle angherie della coda


il coraggioso rivoluzionario guida i suoi in una lotta senza quartiere contro l'esercito posto fra sè e la testa del convoglio attraverso vagonate di violenza, rabbia, dolore 


e perversione, e raggiungere infine la favoleggiata sala macchine da cui dipende la vita degli ultimi terricoli; ce la farà? Non pensate che la sua prestanza supereroica qui faccia una gran differenza...


i colpi di scena non mancano, e non mi è nemmeno passata per la mente l'idea di skippare un solo minuto di questo avvincente film il cui ovvio simbolismo alla base della trama -siamo tutti sullo stesso treno- lascia spazio a più profonde riflessioni per lo spettatore attento; 

la sempre incantevole Tilda Swinton
avevamo già apprezzata l'opera di Bong (il cui nome è già tutto un programma =) come autore di quel piccolo capolavoro a titolo Gwoemul/The host (2006); qui la mostruosità affrontata dal protagonista -quella dell'umanità allo sbando- è ben più spaventosa della bestiaccia anfibia, ma il trattamento è adeguato al soggetto, e uno spirito profondamente Orientale rende quest'opera degna di interesse, una sorta di Runaway Train all'ennesima potenza dove niente appare scontato, il flusso filmico è denso e continuo, e persino il finale va oltre il prevedibile;


Transcendence di W. Pfister (2014)
☻-

 è la storia di Johnny Depp geniale scienziato morente e poi defunto, la cui "entità" viene trasferita per intero in un mega-computer; non c'è molto qui per ispirare profonde riflessioni filosofiche, se non che uno faccia il critico cinematografico di mestiere; la prova più  valida della pochezza di questo titolo, per quanto mi riguarda, l'ho avuta rileggendolo nella lista dei films visti la settimana scorsa senza averne fino a quel momento la più vaga memoria. E con il solito Morgan Freeman



che malgrado tutto continua a spiegare pazientemente come stanno le cose ai bianchi. 
Prima o poi la capiranno.

Cinegiornale


Stretch di J. Carnahan (2014)
☻☻☻

è una delle poche commedie che mi abbiano fatto ridere negli ultimi mesi -- o anni; non troppo spesso, non troppo, e nemmeno tanto, ma quanto basta per poterlo definire una vera commedia, e come tale ben riuscita; merito anche del protagonista Patrick Wilson (Watchmen, Insidious) in una prova d'attore di grande misura



e con la complicità di un irriconoscibile Chris Pine (Star Trek);

in un ruolo decisamente più simpatico di Kirk;

il motivo di tanto brio, da quanto ho capito poi grazie agli spezzoni dei titoli di coda (un omaggio sempre gradito) è l'atmosfera di grande, e spudorato divertimento che permeava il set durante le riprese; 


L.A. è sempre la più grande attrice, e devo ammettere di essere lieto d'averla rivista in un contesto davvero felice, allegro e spensierato, come nel caso di una commedia che fa ridere, tra le tante brutture di gran successo che stanno inflazionando le sale; 





voglio limitare a zero lo spoiling perché Stretch è stata una delle poche buone sorprese delle stagioni cinematografiche recenti, e forse la migliore di quella in corso. Non so a chi altro possa importare, ma sicuramente oggi per un amante del cinema trovare un film soddisfacente è degno di un post su un blog, una volta tanto.  Degna di nota anche la fotografia di Yasu Tanida. La luce di L.A. è sempre inconfondibile:




Mr. Peabody & Sherman di R.  Minkoff (2014)

è un prodotto per bambini, e come tale è un buon prodotto, ma non è un film festivo; è un film feriale;


Xi you ji: Da nao tian gong di Pou-Soi Cheang (2014)

leggenda ricca di dèi, dèmoni e altre creature leggendarie, e ambientata su uno scenario digitale, risulta estremamente artificiale per l'insistenza della computer graphic in ogni fotogramma, nonché per i soliti cavi che sostengono gli stuntmen nelle scene d'azione... In compenso per qualche istante ci offre la visione di questa bellezza surreale, forse l'unica cosa naturale in tutto il film, è anche la migliore:


il che fa riflettere, soprattutto riguardo le barbare abitudini proprie dei Cinesi, che mangiano qualsiasi cosa che "cammina, nuota, vola o striscia"... Sempre che non ne facciano pelliccie da esportare in Europa...

Ancora la scimmia, o meglio il Re Scimmia, in questa versione horror, è tra i protagonisti di

Xi you xiang mo pian di  Stephen Chow e Chi-kin Kwok (2013)

l'ultima fatica dell'autore di Kung Fu Hustler, delude gravemente le mie aspettative con un film-cartoon lontanissimo dalle alte vette raggiunte con il suo raffinato capolavoro; un film dignitoso, ma anche lui funestato dall'eccesso di una CGI non sempre eccelsa, 


e ancor più particolarmente insistito sulla cinesità dello humor, che a tratti ricorda i vecchi film di Jackie Chan; non so se sia stato distribuito altrove, io l'ho reperito al gusto Mandarino, e i dialoghi in lingua originale per me sono stati il colpo di grazia. Anche il buon Chow è stato colpito dalla maledizione dello skipper...

In questo caso merita una riflessione l'invasione dei Cinesi nel nostro mondo, mentre le mie eleganti scarpette Made in PRC (e in PVC) cadono letteralmente a pezzi a pochi mesi dall'acquisto, la mia ricerca di qualche titolo alternativo nella cinematografia del lontano Oriente mi porta a queste recensioni volutamente stringate che riguardano produzioni altrettanto mediocri, che come gli oggetti Cinesi autodistruttivi non sono destinati a durare nella nostra memoria più a lungo di una scheda SD da 2 euro...