sabato 15 febbraio 2014

Bregna

Per tutti i lettori dei miei posts cinefiliaci, e possibilmente anche per tutti i cinefili che non li leggono, questo è l'Entimema Maiuscolo (dimostrativo, e non apparente) del cinema "americano"; per quanto sommario possa risultare per alcuni aspetti, questo documentario è il minimo indispensabile per comprendere il fenomeno nel suo insieme:



Oggi il gruppo You don't have the balls to share this pubblica questo promemoria su Facebook:


(Trad: "I tre veri rami del governo sono: esercito, industria e Hollywood, man!")

L'immagine pubblicata da  Informare Per Resistere capita a proposito:


Il mio commento: "il Sionismo è molto meglio, la gente non sa nemmeno cos'è"

Il post di Archivos Inexplicables invece non c'azzecca con l'argomento, ma è nondimeno molto interessante:


Dove c'è un vulcano, ci sono "ovnis"...

Siamo sicuri che i "dischi volanti" provengano da uno "spazio" diverso da quello che abitiamo anche noi?...
Io non lo sono mai stato, per niente.

Il leone bianco pubblica questa frase che ci ricorda la questione solipsistica, ma non solo:


perché Lao Tzu non era un solipsista, era un Cinese.

Infine, US Uncut pubblica questo:


Trad.: "Il sindaco di Portland promette di distruggere gli accampamenti dei senzatetto...
I residenti circondano il municipio con torce e forconi"

che è sempre una delle associazioni umane più pittoresche in assoluto; e in questo caso è anche dalla parte del giusto. (Al contrario di quelle nei films di Frankenstein e L'uomo lupo)

domenica 9 febbraio 2014

Intrattenimentologia

Oggi Alternative World News pubblica questa immagine su Facebook:


Trad.: "La politica è la divisione dell'intrattenimento del complesso militar-industriale"

Il fatto che l'abbia detto un artista famoso (soprattutto per le sue balzanerie) non rende questa frase più o meno credibile ai miei occhi; è la verità, tutti gli uomini politici sono marionette molto costose, così come la maggioranza di chi li vota e partecipa in qualche grado alla "vita politica" è composta di marionette più o meno economiche di quelle. E' la sintesi di un pensiero che alloggia nella mia mente da decenni, e di nuovo vedo la mia consapevolezza riflessa addirittura nei posts degli Americani, compressa nel canonico formato jpg di internet, postata su Facebook tra un cuteness overload e un avvistamento UFO; ma al di fuori della virtualità globale di Facebook, dove posso vedere riflessa questa "coscienza popolare", così popolare da essere associata ad una icona della musica pop, che tra l'altro è quella di un personaggio scomparso decenni fa, e quindi non è nemmeno troppo fresca? 

Ma anche il blogger consapevole e politicamente agnostico da sempre, si lascia distrarre spesso e volentieri dall'industria dell'intrattenimento multinazionale, e come il mio lettore sa bene lo fa soprattutto grazie alla sua abilità di navigante tra le acque impetuose del torrent, popolate dei files più abbondanti e più freschi in circolazione; dopo decenni di cinefilia a pagamento, oggi non regalerei più un solo euro alle majors ashkenaziste di Hollywood, e tanto più disprezzo il monopolio artistico multinazionale tanto più posso apprezzare la mia attività di osservatore applicata alla moderna arte cinematografica, la punta di diamante, la testa di ponte della contaminazione culturale e del controllo mentale occulto; sto scherzando ma, ovviamente, nei termini dello scherzo generale;
di recente mi sono rifiutato di guardare ben due film; ovvero, ho cercato seriamente di guardarli -come sempre- ma la mia mente si è presto rifiutata di farsi torturare oltre, e ha imposta la sua censura inesorabile attraverso la mia azione fisica, la volizione dello spegnimento. Il primo era


I used to be darker di M. Porterfield (2013)

di cui potrebbe bastare la pubblicazione di questa immagine come deterrente per il lettore savio;
Il secondo caso è stato


Upstream Color di S. Carruth (2013)

ovviamente il mio giudizio di "inclassificabili" è relativo alla mia nota ignoranza in materia di cinema; un critico serio come il Sig. Scaruffi li ha elencati tra i migliori films del 2013 e quindi non posso che piangere me stesso, conoscendo la causa del mio male. Sicuramente, non darei un solo "smiley" all'insieme dei due titoli, nemmeno dietro lauto compenso da parte della produzione.
Un film che invece sono riuscito a vedere tutto, dall'inizio alla fine, è


Fruitvale Station di R. Coogler (2013)
☻☻


una storia terribile estratta dalla cronaca nera -- in ogni senso -- dove il protagonista Oscar Grant ci ha rimesso de facto le penne a causa della momentanea, comprensibile distrazione dell'agente di polizia che gli sparò nella schiena mentre era ammanettato e sdraiato a terra; del resto, taser e pistola si assomigliano non poco... Temo di avere rovinata la sorpresa ancora una volta al mio lettore, perché oltre questa -che dovrebbe essere una premessa per lo spettatore- nel film di Coogler non c'è nulla che si possa dire tale.
Il film si lascia vedere, ma non si sforza molto in questo senso. Al di là del valore cinematografico, questo ci ricorda che c'è gente in circolazione che ha l'autorità legale di ammanettarti e di farti sdraiare a terra a suon di pugni, per poi spararti distrattamente nella schiena.
Che è sempre un pensiero confortante.


Un film "di formazione", il cui tema al primo momento può far accapponare la pelle agli odiatori dei recenti teen vampires - come il sottoscritto- ma la cui brillantezza fuga rapidamente ogni paura del contagio filmico:


Beautiful Creatures  di R. LaGravenese (2013)
☻☻☻

che è tratto da un bestseller ed è incentrato sul tema della stregoneria coatta, o magia coercitiva, al contrario è una fiaba cinematica molto riuscita, che evoca aggettivi raramente utilizzati nei miei posts di cinema, come "intelligente" e "garbato", avvincente e coinvolgente, e finanche emozionante in qualche passaggio; bravo tutto il cast, dal giovane protagonista


Alden Ehrenreich -- a destra

(che ha un nome estremamente Anglosassone) all'impeccabile, azzimato e altisonante Jeremy Irons, che recita in un carezzevole, affascinante accento mid-atlantico


alla pestifera Emma Thompson, che qui sfoggia uno strano accento da "profondo Sud" degli USA

(purtroppo)

fino al tocco di colore locale, la bravissima Viola Davis, che con un solo sguardo fa tutto il film

(questo sguardo)

anche se la vera primadonna è ovviamente la giovane Alice Englert, che scopro su IMDB figlia di Jane Campion


Un altro aggettivo che uso di rado nel blog è: convincente.
E non è proprio possibile non menzionare il ruolo essenziale della musica in questo film, a cura dei Thenewno2; un assaggio da Youtube:



E' un film con un messaggio fondamentale per tutti, ma soprattutto per chi viene avvisato per tempo, che


(NON E' MAI TROPPO TARDI)
(!)

giovedì 6 febbraio 2014

CAN AH... YESS

Questa mattina I want to be 100% organic ha pubblicato questo su Facebook:


il che mi ha portato a scrivere del
L' ILLEGALITA' CRIMINALE DELLA CANAPA

Si legge qui che la cannabis "ferma la crescita del cancro", e sicuramente una delle lobby più potenti del mondo occidentale è quella di big pharma, le multinazionali farmaceutiche; soltanto per questo motivo aziende come la Pfeizer e la Bayer, gli spacciatori multinazionali di veleni chimici che non curano niente, sono disposte a sborsare miliardi -una minima percentuale dei loro guadagni- per zittire governatori e legislatori e ministri alla stessa stregua; con la "legalizzazione" della canapa, che al contrario è efficace anche contro svariate patologie gravi, considerate "incurabili" e quindi "mortali", la loro perdita sarebbe incalcolabile; la canapa "riduce i deficit neurologici, rilassa la muscolatura, è antispasmodico, previene l'emicrania, cura il glaucoma, ADD, ADHS, IBS e morbo di Crohn, epilessia, PMS, previene l'Alzheimerè un antipsicotico, ci si fa plastica biodegradabile e carta, carburanti, solventi e lubirificanti, tessuti industriali, materiali edilizi, può fermare la deforestazione, la dipendenza da petrolio, gas e carbone, può essere coltivata quasi ovunque", e dunque la domanda finale è: "ti chiedi ancora perché è illegale?"
La canapa è talmente versatile che in questo breve ma significativo riassunto delle sue proprietà PreventDisease.com ha dimenticata la sua efficacia contro l'asma, un soggetto che conosco alla perfezione avendone sofferto per anni, e contro la depressione cronica, che oltre ad interessare me personalmente è una malattia diffusa nei 5 continenti, e in ogni strato sociale; io non ho mai avuto dubbi, almeno dal 1985 in qua, e tutti i residui di dubbio che potevo ancora avere sono scomparsi traducendo la "bibbia della canapa", il capolavoro del compianto Jack Herer, che ho poi reso accessibile al lettore italiano grazie al sito Dolcevita Magazine;


non soltanto la proibizione della canapa è un crimine contro la natura e contro l'umanità, ma conoscendo la "realtà proibita" di questa pianta, che riguarda letteralmente ogni aspetto dell'essere umano e della sua società, possiamo avere un'idea della "realtà nascosta" delle direttive imposte ai fantocci multimediali del mondo politico, quegli stessi che oggi parlano in TV della "crisi finanziaria", che è stata progettata e messa in atto dai loro "padroni" e che "presto" (storicamente parlando) vedrà il crollo definitivo del sistema monetario e finanziario; come mille anni fa, così tra cento o mille anni quei foglietti di carta stampata non serviranno a molto, al di fuori del cesso e del grande tabellone del gioco del "Monopoly" su cui viviamo; non occorre pagare il melo per fare le mele, e piantate nella terra monete e banconote non germogliano, né tantomeno sono commestibili; nessuno ha alcun bisogno di proteine di origine animale per vivere in salute e a lungo (più a lungo) e tutto quello che davvero ci può servire è tutto quello che il nostro pianeta ci offre; nondimeno, oggi possediamo già la tecnologia che potrebbe consentire a tutti noi, 6 o 7 miliardi che siamo, di tele-comandare il nostro robot personale per portarci la mela che ha colto dall'albero, ma un'altra cosa di cui mi sono accertato è che muoversi un poco può solo fare un gran bene, le mele è meglio coglierle da noi, e quindi potremmo usare la robotica applicata all'agricoltura, nelle grandi piantagioni, e ad ogni altra attività industriale attualmente imposta alle masse di schiavi umanoidi; oltre ai doni della Terra, conosciamo tutti i modi per approfittare della sua generosità in maniera massiva ma intelligente, o "sostenibile", senza causare uno solo di quei danni catastrofici che hanno data origine al "paradosso ecologico", una cosa che non esisterebbe se qualcuno non fosse interessato a mantenere una primitiva tecnologia meccanica alimentata dal carbonfossile... un'altra delle lobbies che scrivono la nostra storia, in gran segreto;
come si legge nel libro di Herer, la canapa può letteralmente SALVARE il mondo, così come 2+2 fa ancora 4, anche se di fatto questo "salvataggio" sarebbe soltanto un "recupero" di tutte quelle facoltà psichiche -che quindi interessano inevitabilmente anche l'aspetto "spirituale" dell'uomo- che molto probabilmente sono state ridotte al minimo grazie all'opera del governo proibizionista negli ultimi settant'anni, e che forse è solo il minimo indispensabile per non auto-distruggersi; è impossibile negare il fatto che l'uso della canapa produca un qualche grado di una "apertura" mentale così detta, così come è impossibile definire il vero significato di questa apertura definita "psichedelica", cioè "che mostra l'anima"; non è una visione che riguarda l'uomo soltanto, ma l'essere umano all'interno di quell' "ecosistema" naturale perfetto, ineffabile, divino, in cui si trova qui e ora, in fondo ai cieli; appena fuori dall'ombra e dal miasma intossicante della città, nel medesimo "paradiso proibito" che qualcuno ancora crede essere una fiaba degli ebrei, ma che è ancora e sempre là fuori, in ogni angolo del pianeta che non soffra del male chiamato antropizzazione; 

IL REGIME PROIBIZIONISTA NON E' SOLTANTO COLPEVOLE DI AVER PRESO A SCHIAFFI LA NOSTRA INTELLIGENZA OGNI GIORNO PER QUASI SETTANT'ANNI, E' RESPONSABILE DEI MILIONI DI MALATI A CUI VIENE ANCORA NEGATA L' UNICA CURA EFFICACE PER UN NUMERO INCALCOLABILE DI PATOLOGIE, PER LE QUALI SI SOFFRE, SI SPENDONO INUTILMENTE MONTAGNE DI SOLDI, E SI MUORE: MA QUESTA NON E' LA "CONSEGUENZA" DI UNA SCELTA POLITICA SBAGLIATA, E' UNA SCELTA POLITICA CONSAPEVOLMENTE "SBAGLIATA" DA PRINCIPIO, DAL MOMENTO CHE TUTTE LE PROPRIETA' BENEFICHE DELLA CANAPA SONO NOTE ALL'UOMO DALL'ALBA DEI TEMPI, ED E' STATA CALCOLATA IN PRINCIPIO OGNI SUA CONSEGUENZA CHE, PER QUANTO "SBAGLIATA" PER IL POPOLO HA GENERATO IMMENSI PROFITTI PER I GOVERNANTI; DUNQUE NON E' MAI STATA E NON E' UNA QUESTIONE DI "ERRORE", MA DI "ORRORE", RAPPRESENTATO DAI NOSTRI STESSI GOVERNI NELL'APPLICAZIONE DELLE LEGGI PROIBIZIONISTE;
Questo dovrebbe essere ben chiaro per tutti; ma quando inizio a scrivere in maiuscolo, è meglio fare una pausa.

lunedì 3 febbraio 2014

P.S.: è morto

Come una pizza,


Jeune & Jolie di F. Ozon (2013)
☻☻+

 è suddiviso in quattro stagioni (con quattro vecchie canzoni di contorno) e viene riassunto da una studentessa nel film in una frase: "una diagnosi dei sogni d'amore della gioventù"; e non è una pizza; 
credo anzi che assieme a Persona, Species , The Thing e INLAND EMPIRE, al di là delle sue qualità particolari, questo sia uno dei migliori films sulla identità femminile, ed è quindi inevitabilmente parziale e simbolico come è giusto che sia, e come lo sono inevitabilmente i suddetti, nell'analisi clinica, chirurgica, e piuttosto sterile, del caso particolare di una studentessa "giovane e bella" che ci ricorda i segreti di Twin Peaks e gli scandali di Belle de Jour, abilmente rimescolati in un cocktail filmico verista, moderno, elegante e niente affatto volgare, ma che soltanto un Francese poteva architettare; 

Le voilà! France D.O.C.!

interpretata dalla inespressiva, vacua Marine Vacth


Whoops... Upload freudiano


che una volta stappata, all'alba dei 17 anni


e scopertasi frigida come un'aragosta dell'Alaska, sente l'inevitabile urgenza di affittare lo spazio mortalmente vuoto tra le sue gambe con ottimi risultati dal lato economico

(L'argent)
e che per quanto si rivelino disastrosi in ambito familiare

(mamma la vorrebbe mandare a letto senza cena, ma non ha il cuore per farlo)
 non lo saranno mai abbastanza da distoglierla dal suo intento primordiale -e anche ambiguo nome di donna- ovvero: Darla.

Soltanto nel finale, con la straziante apparizione di Charlotte Rampling


e la sua conseguente sparizione, troveremo un barlume di speranza in questo piccolo mondo disperato, una versione non-licantropica dell'adolescenza muliebre che è comunque abbastanza efficace da convincere lo Scaruffi -che lo ha inserito ai primissimi posti fra i migliori del 2013- e da tenermi occupato per i 90' della durata, senza nemmeno sfiorare il tasto "skip"; se può significare qualcosa;

L'attore Johan Leysen, pur essendo Belga, ha sviluppata una tripla Ruga Francese sulle guance; da Oscar
saranno pure antipatici a tutto il resto del mondo -e lo capisco- ma i Francesi continuano a fare del buon cinema; temo sia inutile augurarci che possano mai modificare i loro obbiettivi primari, non per niente nel mondo si dice "cherchez la femme", e non "seek the woman"; ma neanche "cercate la donna"...

Per quanto mi riguarda, la cosa più scandalosa che si veda qui è una diciassettenne che fuma sigarette



P.S.: Hoffman è morto ieri "di apparente overdose"; non è chiaro dall'articolo se l'overdose sia solo apparente o effettiva, ma si direbbe che l'attore è veramente morto. A questo proposito ho scritto: "Se avessi dovuto esprimermi nei suoi confronti, in quanto attore, solo ieri avrei detto "bravo, ma non mi piace"; oggi non potrei più dire che non mi piace... Quindi, pace. Anzi, shalom."

domenica 2 febbraio 2014

Censura melodica


Werckmeister harmóniák di B. Tarr (2000)
☻☻☻☻

è un film dell'Ungherese Béla Tarr, che su IMDB viene presentato con questa citazione: "Non ho nulla a che fare con la comunità cinematografica di Budapest. Io non gli piaccio, perché non faccio film convenzionali. Non posso parlare con loro di films, perché vivo e penso differentemente da loro. Loro sono film makers e io no. Io non so cosa sono." 

Dal canto mio non potrei presentare altrimenti la sua opera, perché sarebbe davvero troppo difficile definire una simile personalità cinematografica, ovviamente straordinaria, dal momento che non saprebbe farlo lui stesso; il suo film, tratto dal romanzo Az ellenállás melankóliája (La malinconia della resistenza) riflette questa indefinibilità, e lo spiritato protagonista Lars Rudolph, non meno obliquo

as János Valuska

dà un volto spettrale e inquieto all'opera, imperniata sull'arrivo al villaggio di una fiera viaggiante che offre al pubblico pagante soltanto la vista (e la puzza) di una balena morta;


sulla via della rivoluzione, o "rivelazione del nulla", il cammino silenzioso è il tema portante del film, diviso in "39 carrellate dal ritmo languido" a cura di sei cameramen di diverse nazionalità; Werckmeister harmóniák è uno dei rari casi in cui suggerirei a chiunque la visione, senza però suggerire un possibile merito particolare, senza poter effettivamente identificare la fonte dell'immenso fascino dell'opera che forse, a sentire l'Autore, è una mera conseguenza del suo proprio, personale mistero;


Glaciale. Ipnotico. Superbo. 
E, per quanto mi riguarda, non meno inafferrabile dei temperamenti Werckmeister, che a detta di zio György (Peter Fitz) ci hanno esiliati da tante "province di Dio".

C'è il Fuherer in persona


nel mirino di quello che si direbbe un semplice cacciatore, nell'incipit di questo


Man Hunt di F. Lang (1941)
☻☻☻

dove l'avventuroso Walter Pidgeon

as Captain Alan Thorndike

si rifiuta di firmare la confessione del suo tentato omicidio di Hitler, con tutte le imprevedibili conseguenze a partire dalla sua esecuzione sommaria, che è solo l'inizio dell'avventura (warning: spoiler);
con un inedito George Sanders in versione Nazi


tutt'altro che improbabile nel ruolo, malgrado il suo invidiabile accento Mid Atlantic, "little monkey" Joan Bennett


(quella che salta sul divano)

che ravviva la scena con il suo cockney, e il giovanerrimo ma riconoscibilissimo Roddy McDowall

al suo esordio Americano;

il film è caratterizzato dalle preziose inquadrature del pluripremiato Arthur C. Miller







in un crescendo continuo di colpi di scena! Thriller! Passione! e Risate! in un'opera di grande equilibrio e rigore stilistico, degna di un vero maestro del cinema; anche la colonna sonora molto "avventurosa" di Alfred Newman, anch'egli vincitore di vari Oscar, contribuisce alla buona riuscita del film; il suo leitmotif è stato evidentemente l'ispirazione di John Williams (forse inconsciamente) per quello "imperiale" di Star Wars, uno dei temi da film più famosi nella storia del cinema... E non dimentichiamo l'inossidabile John Carradine, che qui ci ricorda un certo personaggio dei fumetti di Floyd Gottfredson:


anche se allora non aveva i capelli lunghi...

Monopoliomielite

Da tempo ormai l'idea del "Monopoli", il tremendo gioco-di-società a cui tutti siamo costretti a giocare dalla nascita, è una delle mie ossessioni quotidiane. Ne ho scritto in varie occasioni, qui a proposito dei giochi per l'infanzia, tra cui primeggiano ancora armi e mezzi bellici:
"...possedere un biglietto di banca, come tutti ben sappiamo, non è cosa facile per chi non ha continuato a usare le armi quotidianamente, come faceva da piccolo; il possesso di quel foglietto non sottintende soltanto ogni azione compiuta per ottenerlo (è facile pensare a una vita di furti, e atti illegali, come ad una vita in condizioni di schiavitù totale, quanto legale) ma un intero "sistema" che le renda necessarie, una massa di "giocatori" internazionali che si trovano tutti inevitabilmente d'accordo nel sostenere un più Grande Gioco, paradossalmente molto simile a "Monopoly", dove a certi foglietti con dei numeri stampati corrisponde un valore teorico di "beni" e "servizi" che saranno forniti da altri giocatori, e dove TUTTI sono semplici pedine, dal momento che il "valore" di ogni cosa corrisponde al nulla assoluto che rappresentano quei foglietti..."

Questa ovvia e preoccupante forma di demenza che interessa l'intero consorzio umano sembra rivelarsi lentamente all'Utenza Monetaria, di recente informata dei "misteri bancari" che riguardano il "signoraggio", la "sovranità", etc., e che ovviamente tendono a incolpare i banchieri, in primis i Rotschilds; ovviamente la "colpa" di questa schiavitù globale va ripartita in uguale misura fra tutti i giocatori di "Monopoly", ed è questa idea che stranamente sembra ancora difficile da accettare per tutti gli utenti monetari, perché siamo senz'altro tutti quanti più poveri dei Rotschilds, e dico tutti quanti, ma senza la signora che usa un bigliettino stampato per comprare il pane ogni giorno, anche loro si troverebbero a zappare l'orto, come tutti noi dovremmo fare; 
oggi vedo la medesima idea ridotta nel formato immaginetta di Facebook, pubblicata dal gruppo Dismantle the Matrix:

https://scontent-a-lhr.xx.fbcdn.net/hphotos-prn1/t1/1798278_547815985326447_1342222210_n.jpg

(Trad.: "La sola differenza tra questi due biglietti è che tu credi che uno abbia più valore dell'altro")

Del resto, gli Americani hanno l'Occhio Onnivedente stampato su quei biglietti (da 1 dollaro =), chiamato altresì "Occhio della Provvidenza"


 e quindi non possono aver dubbi sulla matrice di un sistema progettato per rendere l'umanità intera perdente in questo gioco da perdenti; noi sui nostri €uri non abbiamo niente di simile, e quindi dovremmo anche prenderci la briga di frugare tra le pagine dei teorici del complotto, solo per "scoprire" poi di essere, tutti noi, gli unici veri responsabili per la nostra stessa schiavitù... Ma chi ce lo fa fare?

A proposito di "complottismo", voglio riportare questo paragrafo di Wikipedia Italia, dall'articolo di cui sopra che riguarda lo All-Seeing-Eye (corsivo aggiunto):
"Considerazioni popolari fra gli interessati di teoria del complotto affermano che l'occhio della Provvidenza nello Stemma degli Stati Uniti d'America indica l'influenza della Massoneria nella fondazione degli Stati Uniti, cosa che è stata parodiata nel film Disney del 2004 Il mistero dei Templari. Comunque, l'uso massonico comune dell'occhio è successivo di 14 anni alla creazione dello stemma. Inoltre, nelle varie commissioni per il disegno dello stemma, solo Benjamin Franklin era massone (e le sue idee non furono state approvate). Infine, molte organizzazioni massoniche hanno esplicitamente negato ogni connessione alla creazione dello stemma."
Pertanto, secondo l'autore di Wiki, non è possibile che tale simbolo sia stato reso pubblico BEN 14 ANNI dopo la creazione dello stemma, per quanto l'immagine sia quella dell'"occhio di Horus" dell'antico Egitto, e sia stato tramandato nei millenni come simbolo di potere assoluto, attraverso l'intera storia dell'uomo fino alla moderna massoneria; ma solo quattordici anni dopo nessuno avrebbe dovuto ricordarsene... Il fatto poi che i massoni neghino questa "connessione" non toglie nulla al fatto che la massoneria rimane essenzialmente una società segreta, e quello che "negano" o "rivelano" dei loro segreti può riguardare i non-massoni soltanto nella misura in cui la negazione o la rivelazione risultino vantaggiose per la massoneria stessa, a detrimento di chiunque altro; non è mai successo il contrario. E, a quanto pare, non succederà mai...

sabato 1 febbraio 2014

Dallas, Lousiana

Il mio lettore sa quanto detesto i tearjerkers (o strappalacrime), e la giovane Hillary Swank fu complice di Clint Eastwood nel 2004, nella realizzazione di uno dei più famosi e acclamati esempi di questo genere, per il quale ebbe anche un Oscar (sui 4 vinti); anche se è già in lizza per gli Oscar con 6 nominations questa volta il film non è uno strappalacrime, ma viene davvero da piangere:


Dallas Buyers Club di J. M. Vallée (2013)
☻☻☻+
è la storia romanzata di Ron Woodrof, elettricista Texano malato di AIDS a cui i dottori davano solo un mese di vita, e che invece non solo tirò avanti altri sei anni, ma divenne una sorta di Robin Hood dei disperati che si trovavano nelle sue condizioni, spacciando farmaci sperimentali e illegali negli USA attraverso il Club del titolo; nella sua attività Ron, interpretato da un convincentemente cadaverico Matthew McConaughey 

che per questo ruolo ha perso 21.3188 Kg. (o 27 libbre=)

è affiancato da un travestito, una grande interpretazione di Jared Leto

as Rayon

che di chili ne ha persi solo 13.6078 (o 30 libbre); e forse dopo tutto è meglio nella versione femminile; anche lui fu coinvolto in quella tremenda reclame della coca travestita da dramma sociologico a titolo Requiem for a Dream, uno dei film più inverecondi a memoria d'uomo, ma evidentemente l'esperienza degli strappalacrime è servita a entrambi;

*SIGH*

DBC è ovviamente un film da Oscar, ma è diretto da un Francese, e questo è avvertibile praticamente in ogni scena, non si arriva mai a quell'eccesso fastidioso che caratterizza e sminuisce la maggioranza delle produzioni Americane, soltanto per la loro americanità; credo sia solo una questione di misura, anche e specialmente nel caso in cui il protagonista sia un popolano del Texas che beve, sniffa e frequenta solo prostitute, interpretato da un vero Texano (...) dalla parlata buffa; e ancor più specialmente, nel caso in cui la vera protagonista sia la tremenda Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, dove ogni conseguenza patologica è una premessa poco allettante; il film di Vallée segue l'eroe patologico nella sua lunga ma agile odissea contro il muro di gomma delle istituzioni sanitarie e legali, facendone un moderno crociato in una guerra persa in partenza, laddove il suo nemico n.1 non è tanto la malattia ma lo stesso ente che approva o pone il veto sulle porcherie chimiche rifilate ai malati Americani, il famigerato Food and Drugs Administration, ovvero il racket delle medicine; che è ovviamente  un organo governativo; in questo film, durante la sequenza della "riunione", si rivela una realtà scomoda e temo poco nota ai pazienti (o meglio, clienti farmaceutici) di tutto il mondo, la fatidica fase X in cui Big Pharma ottiene il permesso per passare dai roditori alle cavie umane, e inizia la sperimentazione clinica grazie al supporto degli ospedali, che non possono promettere una guarigione ma ovviamente hanno l'unico motivo ritenuto buono da simili istituti per somministrare ai pazienti qualcosa in luogo di qualcos'altro, e qui il gesto di  McConaughey/Woodroof per illustrare quel motivo è chiaro e lampante anche per lo spettatore Italiano:

UNDERSTAND?

viene davvero da piangere, dicevo, perchè la vicenda particolare di Mr. Woodroof è soltanto un caso fra milioni, in cui l'utente si trova condannato a morte -letteralmente- da una diagnosi resa infausta e anzi fatale solo dalla iniquità del sistema sanitario, dai dottori foraggiati dalle percentuali lusinghiere delle grandi case farmaceutiche e dalle cliniche al soldo delle stesse; qui vediamo non soltanto i retroscena ospedalieri, ma anche la realtà -esperita personalmente da Woodroof- della medicina proibita, importata da qualunque Paese la producesse e spacciata in patria come una qualsiasi altra droga; di fatto negli USA il termine "drug" vale per medicina quanto per droga, con gli aggettivi "prescription" per quelle vendute in farmacia, e "illegal" o "illicit" per quelle da strada, qualunque cosa siano; questa è la realtà dei fatti, per quanto riguarda tutte le droghe in quanto tali, e l'interessante caso che vediamo ricostruito qui è degno di tutta la nostra attenzione, perché siamo tutti (potenziali) utenti sanitari; conoscendo quanto basta di questo esecrabile mercato della salute, devo ammettere che non mi dispiacerebbe emulare il Nostro, prima o poi, e trovare l'occasione giusta per sputare in faccia a un dottore qualsiasi:


anche se immagino che non ne valga la pena;

questa invece è per me un'altra buona occasione per condividere le informazioni che provengono dall' interno, ovvero dal nido di serpenti che è Big Pharma, nelle parole di una ex-CEO dell'industria farmaceutica, e oggi "whistleblower" che ne denuncia gli abusi e le attività "legalmente criminali", una donna saggia e coraggiosa di nome Gwen Olsen, che qui dice come vengono "manipolati" i dottori:


Gwen Olsen, autrice del libro Confessions of an RX drug pusher (Confessioni di una spacciatrice di ...farmaci) ha un sito personale qui. E' uno dei rari casi in cui la fonte delle informazioni è autorevole e indubitabile, e l'unico motivo valido per cui si potrebbe scagionare dall'accusa di concorso in omicidio plurimo premeditato e aggravato è la sua conversione alla causa della "vera salute" (rispetto alla "salute commerciale") di cui per il momento ovviamente si legge solo su internet.... e solo ricercandola.

Per quanto riguarda il blogger, spero che l'Oscar per il miglior film vada a questo titolo; non mi stupirei se lo vincesse, ma mi stupirei ancora meno se ciò non accadesse.... Non c'è speranza, sarà ancora una volta la noia a vincere.
Per questa sera, è stata una piacevole variazione.

P.S.: nel film il Texas è interpretato dalla Lousiana, da cui il titolo del post